
Janet Yellen, Ben Bernanke e Alan Greenspan scrivono che l'approccio non indipendente alla politica monetaria è una caratteristica di "mercati emergenti con istituzioni deboli" e ha "conseguenze altamente negative sull'inflazione e sul funzionamento delle loro economie"
“L’annunciata inchiesta penale sul presidente della Federal Reserve Jay Powell è un tentativo senza precedenti di utilizzare attacchi giudiziari per minare l’indipendenza” della banca centrale americana. È la denuncia degli ex presidenti della Fed Janet Yellen, Ben Bernanke e Alan Greenspan (quest’ultimo alle soglie dei 100 anni), che insieme ad altri dieci nomi di spicco, […]
“L’annunciata inchiesta penale sul presidente della Federal Reserve Jay Powell è un tentativo senza precedenti di utilizzare attacchi giudiziari per minare l’indipendenza” della banca centrale americana. È la denuncia degli ex presidenti della Fed Janet Yellen, Ben Bernanke e Alan Greenspan (quest’ultimo alle soglie dei 100 anni), che insieme ad altri dieci nomi di spicco, tra cui gli ex segretari al Tesoro Timothy Geithner, Jack Lew, Henry Paulson e Robert Rubin, hanno firmato una dichiarazione comune per condannare la mossa del Dipartimento di giustizia Usa.
L’indagine viene letta come un’escalation delle pressioni della Casa Bianca su un Powell riluttante a piegarsi ai diktat di Trump sul taglio dei tassi di interesse. I firmatari sottolineano che questo approccio ‘non indipendente’ è quello con cui “si attua la politica monetaria nei mercati emergenti con istituzioni deboli, con conseguenze altamente negative sull’inflazione e sul funzionamento delle loro economie in generale”. Ma questo approccio “non ha posto negli Stati Uniti, il cui punto di forza maggiore è lo stato di diritto, che è alla base del nostro successo economico”.