Media

Augias e suor Paola a DiMartedì tentano una catechesi della guerra: quanto manca a toccare il fondo?

Come si concilia tutto questo con le parole di Papa Francesco, che da anni si oppone fermamente alla guerra, alla violenza, al commercio delle armi?

di Savino Balzano

Ieri sera, a DiMartedì su La7, abbiamo assistito a un dialogo surreale. Da una parte Corrado Augias, dall’altra Suor Paola, suora di carità e ormai presenza fissa nel partito del riarmo. A un certo punto, il confronto ha assunto i toni di una vera e propria lezione di catechismo, una nuova dottrina della Chiesa secondo loro. Augias afferma: “San Paolo diceva che bisogna prepararsi ad affrontare il nemico. E poi il Vangelo, e poi la Bibbia… Se Hitler bussa alla tua porta, e tu gli dici “chi è?” – “Sono Hitler” – “Prego, si accomodi! Io sono un pacifista”… non va bene. Perché Hitler ti mangia vivo. Allora ti devi anche preparare a quello. E lì, gentile Suor Paola, le armi servono”. Lei gli sorride con dolcezza.

Ma chi è questa donna di Chiesa tanto ascoltata nel salotto di Floris? L’abbiamo vista anche alla manifestazione promossa da Michele Serra, finanziata dal Comune di Roma, rilasciare dichiarazioni solenni: “L’esercito di riarmo io credo che sia un’opportunità, se tutti ne facciamo un esercito di pace, un esercito di difesa. Tutti insieme, soprattutto i giovani, che possa essere un’occasione di pace, di futuro”. La giornalista la incalza: “Ma se compriamo le armi, poi è difficile rimanere in pace”. E lei, illuminata dalla grazia: “Se non abbiamo le armi, moriremo noi che siamo i portatori dei valori della pace”.

A questo punto voglio essere molto più sintetico del solito. Si potrebbero fare mille osservazioni: non è solo questione di toni paternalistici e quasi terroristici — se non ci armiamo, moriremo; se non ci armiamo, Hitler ci mangerà vivi.

Qui c’è qualcosa di più, e di peggio.

Qui si tenta una catechesi della guerra, delle armi, della morte. Si sfrutta una dimensione religiosa per giustificare logiche che con Cristo non hanno nulla a che vedere.

Ma quale Cristo hanno conosciuto loro? È lo stesso che conosciamo noi? Quello che si è fatto crocifiggere, che ha permesso che venisse preferito Barabba? Quello che ha risposto “Rimetti la spada nel fodero” a chi voleva difenderlo con la forza? Mi ricordo qualcosa del tipo: “chi di spada ferisce, di spada perisce”. Che differenza c’è tra questa strumentalizzazione e quella del rosario agitato in comizio, in pubblica piazza? Ce lo spieghino. Perché quando accadde, proprio gli stessi inorridirono. Siamo oltre il concepibile, oltre l’inimmaginabile. È uno spettacolo spaventoso. Una propaganda travestita da fede, ma violentissima e terrificante.

Come si concilia tutto questo con le parole di Papa Francesco, che da anni si oppone fermamente alla guerra, alla violenza, al commercio delle armi? C’è solo da domandarsi: quanto manca, ancora, per toccare il fondo?

https://www.facebook.com/sav.balzano/
https://x.com/SavinoBalzano
https://www.linkedin.com/in/savino-balzano/