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Argentina, Milei presente le linee guida del piano di massicce privatizzazioni. Prime serie proteste di piazza

Il suono delle pentole di mezza Argentina come risposta, in segno di protesta immediata, al video messaggio di 15 minuti con cui il presidente dell’Argentina, Javier Milei, ha annunciato un mega-decreto d’urgenza con cui vengono derogate o modificate circa 600 leggi che interessano il mondo dell’economia, dello sport, della cultura, della finanza, e del lavoro. Una manovra di deregulation dell’economia presentato come la “base per la ricostruzione” del Paese. Il video registrato e trasmesso a reti unificate è andato in onda alle 21 del giorno in cui entrava in vigore il rigido protocollo per le manifestazioni e si ricordavano l’inizio delle mobilitazioni anti-crisi economica del 2001.

Milei ha presentato, dando poco più di un titolo, solo 30 tra le diverse centinaia di disposizioni contenute nel decreto definito immediatamente anti-costituzionale dalle opposizioni e da uomini di legge. Per l’ex capo del Gabinetto, Agustin Rossi, la mossa “è una soggiogazione della Costituzione Nazionale”. Myriam Bregman e Nicolas Del Caño, deputati al congresso per il “Fronte della Sinistra Unita” hanno dichiarato “dobbiamo affrontare il piano di guerra di Milei, dobbiamo organizzare già la resistenza nelle strade e nel congresso nazionale. Dobbiamo essere pronti a dare una risposta”.

Il dispositivo presentato dal neo-presidente punta alla più larga e rapida privatizzazione del paese, dalla deroga alla legge che impedisce la vendita delle aziende statali e sportive e la loro trasformazione in società anonime; eliminate le forme di promozione industriale e commerciale, derogati i controlli e i tetti sui prezzi e sulla concorrenza considerate remore della “casta politica”; la deregulation dei cieli e la privatizzazione della compagnia di bandiera Aerolineas Argentinas; la liberalizzazione dei servizi di internet satellitare per permettere l’ingresso di operatori come Starlink.La protesta è continuata per tutta la serata di mercoledì 20 dicembre ed è proseguita anche il giorno seguente, con cortei spontanei a Buenos Aires e non solo. Mobilitazioni che che hanno infranto le nuove regole sulle manifestazioni che vorrebbero evitare che le persone stiano in strada e si fermino sui marciapiedi.

Per il deputato peronista de Il Frente de Todos, Leopoldo Moreau, la ricetta economica proposta da Milei è paragonabile quelle di Martínez de Hoz, Domingo Cavallo e Mauricio Macri. Sergio Ziliotti, governatore di La Pampa, ha dichiarato “la difesa dei diritti popolari non si negozia, il rispetto delle regole democratiche non di meno”. Mentre secondo il presidente in carica il mega pacchetto d’urgenza “non è un pacchetto per le imprese ma per il mercato, ossia per la libertà”. E ha aggiunto “gli aggiustamenti hanno sempre impattato sulla popolazione però in questo caso il 60% ricade sullo Stato” ricordando che questo è solo l’inizio. Sono passati 10 giorni dall’inizio della sua presidenza e la “motosega”, simbolo della sua campagna elettorale, si è abbattuta sull’Argentina tagliando diritti, sussidi e valore della moneta.