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Mutui, aumenti senza fine. Rate in crescita anche a novembre. Fermi invece gli interessi sui conti

Per ciò che riguarda gli aumenti delle rate di prestiti e mutui a tasso variabile (o di nuova emissione) si spera di essere ormai arrivati a fine corsa. Dopo lo scorso settembre la Banca centrale europea ha smesso di alzare i tassi di interesse pertanto il peso delle rate dovrebbe quantomeno stabilizzarsi in attesa che, nel 2024, la Bce possa tastare il terreno per un’inversione di tendenza. Intanto però i tassi continuano a salire. Martedì la Banca d’Italia ha fotografato la situazione relativa allo scorso ottobre, oggi l’Associazione delle banche italiane (Abi) diffonde i dati su novembre. Nel suo rapporto mensile evidenzia che il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è stato del 4,48%, ancora in crescita su ottobre (4,35%). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è stato del 5,55%, ad ottobre era il 5,46%, sottolinea l’associazione secondo cui “il tasso medio sul totale dei prestiti è stato del 4,75%, ad ottobre era 4,71%”.

Viceversa gli interessi che le banche pagano ai correntisti (che di fatto prestano soldi alle banche) restano al palo. Dallo 0,5% di ottobre sono passati allo 0,51% di novembre. L’esasperante lentezza con cui le banche italiani stanno trasferendo ai depositanti i benefici dei rialzi dei tassi Bce è stata stigmatizzata anche dalla stessa banca centrale. Ma questo, naturalmente, va a grande beneficio dei profitti delle banche che si avviano a chiudere un 2023 da record. Salgono al 3,81% gli interessi medi sui depositi vincolati che impongono però di bloccare le somme per un determinato periodo di tempo, generalmente dai 12 mesi in su. La buona notizia è che, forse per la prima volta, questi tassi superano l’inflazione, precipitata all’1,7%, garantendo dunque un guadagno effettivo e non fittizio, a chi ricorre a questo tipo di depositi. Anche alla luce di condizioni di finanziamento più severe, i prestiti bancari sono in calo. L’Abi attribuisce però il problema al “rallentamento della crescita economica che contribuisce a deprimere la domanda”. Nel rapporto mensile si segnala che “a novembre 2023, i prestiti a imprese e famiglie sono scesi del 3,4% rispetto a un anno prima, mentre ad ottobre 2023 avevano registrato un calo del 3,3%”.