Salute

Paziente con il vaiolo delle scimmie a Genova: febbre alta ed eruzioni cutanee. I sintomi della malattia

A Genova è stato scoperto un caso di positività al vaiolo delle scimmie. Si tratta di un giovane italiano non residente in Liguria, arrivato il 13 settembre al pronto soccorso dell’ospedale Galliera, nel capoluogo, con febbre elevata accompagnata da un’atipica eruzione cutanea. Il giorno seguente il paziente è stato ricoverato nel reparto malattie infettive con il sospetto di un’infezione virale acuta. Tra le possibili cause si è subito pensato al Monkeypox (Mpox), cioè al vaiolo delle scimmie: sottoposto a tampone, il giovane è risultato positivo, come mostrano gli esami del Laboratorio dell’Istituto di Igiene dell’Università di Genova. Il paziente, che negli ultimi tempi ha viaggiato molto tra Italia e Francia, è ancora ricoverato: le sue condizioni sono in graduale miglioramento. Il caso è stato notificato alle autorità competenti in materia di sanità pubblica (Asl3 e Alisa). Attivato anche il sistema di sorveglianza della Medicina Preventiva dell’Ente per gli operatori coinvolti nella gestione del paziente. L’anno scorso era scattata un’allerta Oms per un boom di contagi. Diversi casi erano stati segnalati e curati anche in Italia ed era stata avviata una campagna di vaccinazione.

Cos’è la malattia e quali sono i sintomi – Come si legge sul sito del ministero della Salute, Mpox “è una è una malattia causata dal monkeypox virus, appartenente alla famiglia Poxviridae (la stessa famiglia del vaiolo). Si tratta di una zoonosi virale cioè può diffondersi dagli animali all’uomo ma può anche diffondersi tra le persone”. Tra i sintomi più comuni ci sono “febbre, sonnolenza, dolori muscolari e mal di testa”, oltre alle eruzioni cutanee, che si sviluppano solitamente da uno a tre giorni dopo la comparsa della febbre. In genere “durano da due a tre settimane e di solito scompaiono da soli o con cure di supporto, come farmaci per il dolore o la febbre”. In alcuni casi i sintomi possono essere più gravi, come broncopolmoniti, encefaliti e infezioni della cornea. In questi casi è richiesta l’ospedalizzazione: a rischio soprattutto donne in gravidanza, bambini e persone immunocompromesse.

Una persona affetta dal virus è infettiva dal momento della comparsa dei sintomi prodromici, e lo rimane “fino alla caduta delle croste di tutte le lesioni e la formazione di nuova pelle”. La trasmissione da persona a persona può avvenire con il contatto fisico stretto, come quello faccia a faccia, pelle a pelle, bocca a bocca e bocca a pelle, compresa l’attività sessuale. Si rischia il contagio anche attraverso il contatto con i fluidi corporei o le lesioni cutanee di un infetto. Mpox può essere trasmesso anche attraverso il contatto con oggetti contaminati come “vestiti, lenzuola, asciugamani, posate, dispositivi elettronici e superfici”, nonché da animali infetti quali roditori e primati.

L’allarme del 2022 – A partire da maggio 2022 si è verificata un’epidemia di vaiolo delle scimmie in diversi paesi che non avevano in precedenza segnalato casi, anche in Europa e nelle Americhe. Sono inoltre stati registrati più casi del normale in Nigeria, Repubblica Democratica del Congo e Repubblica Centrafricana. Il 23 luglio 2022 l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato Monkeypox “un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale”. Dopo il picco del mese di luglio, nell’Unione europea è stata osservata una tendenza costante alla diminuzione dei casi, fino al plateau molto basso registrato sul finire del 2022. Al calo dei contagi ha contribuito “l’aumento dell’immunità nei gruppi di popolazione più colpiti, grazie all’immunità naturale e alla vaccinazione”, insieme alla “diminuzione dopo l’estate del numero di grandi eventi culturali e sociali”. Il rischio di infezione da Mpox è infatti valutato come basso per la popolazione generale dell’Ue. Almeno fino ad adesso.