Politica

Proposta al governo: una tassa sulle panzane dei politici. Si prevede un autunno caldo

di Riccardo Mastrorillo

Vorremmo proporre alla presidente Giorgia Meloni una nuova tassa sulle panzane che sparano i politici. Una volta le proposte ad effetto, impossibili da mettere in pratica e generalmente costosissime, venivano proposte dalle opposizioni, che tanto non avrebbero avuto alcuna possibilità di metterle in pratica, e che poi, una volta andati al governo, se ne dimenticavano immediatamente.

Il governo reazionario sta affrontando una serie di problemi laddove ogni singolo esponente promuove, senza alcuna regia né coordinamento senza senso dello stato, qualunque proposta, riforma o boutade.

Draghi prima e Meloni poi si sono inventati la tassazione degli extraprofitti, il primo delle imprese energetiche, la seconda delle banche. Nessuno dei due ha capito che il costo eccessivo dei servizi venduti da queste due categorie imprenditoriali dipende dall’errore consumato al momento della privatizzazione. Bastava leggere Einaudi e la sua soluzione per i “monopoli naturali”, e invece quei monopoli vennero privatizzati.

Le dichiarazioni del governo sulla tassazione dei profitti delle banche sono oltremodo ridicole: stanno pensando eventualmente a un prelievo forzato in forma di prestito, ipotizzano di utilizzare l’introito per aiutare le famiglie in difficoltà per l’innalzamento dei mutui… nel mentre Salvini, dopo aver riesumato l’utopistico Ponte sullo stretto, adesso insiste per introdurre la flat tax per tutti, violentando la Costituzione e uno dei pilastri dell’economia liberale: la tassazione progressiva sul reddito. Noncurante del fatto che decretare una tassazione extra sui profitti bancari è concettualmente e logicamente opposto alla “flat tax”.

Intanto Calderoli prosegue la sua inarrestabile avanzata per riportare l’Italia indietro di 500 anni, con la sua proposta di Autonomia, che oseremo definire indifferenziata, esattamente come i rifiuti maggiormente conferiti dall’inciviltà italiana. Mentre il Parlamento Europeo lavora ad una proposta di maggiore integrazione europea e pochi illuminati europeisti, noi compresi, propongono un sistema unificato europeo almeno nelle politiche fiscale, di difesa, estero, ambiente e sanità, Calderoli vuole trasferire molte competenze alle Regioni, trasformando il nostro paese in una sorta di federazione di venti staterelli.

Sorvoliamo sulle riforme del ministro Nordio, che secondo indiscrezioni giornalistiche sarebbero state bloccate. Ricordiamo quando Berlusconi pose delle riserve su Nordio, risolte dopo un colloquio, stile azienda, in cui il fu leader di Forza Italia si convinse. Non sappiamo cosa promise Nordio a Berlusconi, ma forse qualcuno dovrebbe avvisare Nordio che Berlusconi non c’è più: quindi le riforme per garantire maggiore impunità ai potenti possono essere accantonate.

Infine siamo in attesa di leggere il testo della proposta di riforma istituzionale promossa da Maria Elisabetta Alberti Casellati, sono giorni che circolano bozze periodicamente smentite da Palazzo Chigi. Solo il fatto di aver affidato questo compito delicato a colei che si distinse nella battaglia parlamentare per attestare che Ruby fosse la nipote di Mubarak, come aveva dichiarato Berlusconi alla procura della Repubblica di Milano, ci fa tremare i polsi. «Premierato forte ma senza ledere le prerogative del Capo dello Stato», sostiene la Ministra: sarà un sistema tra l’esoterico e il telepatico!

Si prevede un autunno molto caldo e non solo a causa dei cambiamenti climatici…

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