Politica

Il presunto dossieraggio su Crosetto mi sembra un film già visto

di Gionata Borin

Il ministro Guido Crosetto denuncia un presunto dossieraggio nei suoi confronti da parte di un finanziere applicato alla Procura nazionale antimafia, parlando di un attacco al governo Meloni. Sarà l’inchiesta della procura di Perugia, condotta direttamente dal procuratore capo Raffaele Cantone, a chiarire se ci siano state eventuali raccolte di dati abusivi.

Allo stato attuale l’unico fatto accertato è che questo finanziere – Pasquale Striano – lo stesso che “scovò” parte della rete “finanziaria” legata a Matteo Messina Denaro, ha interrogato le banche dati delle Sos (le segnalazioni di operazioni bancarie sospette), scoprendo che Crosetto era socio in affari di alcuni imprenditori indagati in passato per i loro rapporti con “la malavita”. Interessante sarebbe sapere se Crosetto fosse a conoscenza di questi fatti oppure no. Ripeto, sarà la magistratura ad accertare eventuali reati del finanziere.

La sensazione però, è quella di trovarsi di fronte all’ennesimo caso d’insofferenza del potere politico nei confronti di chi esercita il controllo di legalità. Un film già visto in passato: quello di tacciare le Procure di essere “eversive”, alzare il polverone mediatico, per vedere il tutto finire in una bolla di sapone. Alcuni esempi: le accuse al pm Henry John Woodcock per fuga di notizie e all’ufficiale del Noe Scafarto per aver “fabbricato” prove false contro i Renzi’s nell’ambito dell’inchiesta Consip – il primo archiviato e il secondo prosciolto. Le accuse di destra e sinistra nei confronti dell’allora sostituto procuratore di Catanzaro Luigi de Magistris e del suo consulente Gioacchino Genchi per abuso d’ufficio per aver “spiato 350 mila persone”. Rimossi, puniti disciplinarmente e poi totalmente scagionati.

Ecco, la sensazione è quella di essere nuovamente di fronte a questo film già visto in passato ma con protagonisti differenti e con l’aggiunta di un nuovo obiettivo da parte di questo governo e di questa maggioranza: usare la scusa di questo “scandalo” per tentare di ridimensionare il ruolo della Procura nazionale antimafia.

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