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Patrimoniale oltre i 500mila euro per fondi alla scuola: ok della Camera grazie al sì del governo: “Valutiamo”. Ma dopo 3 ore Palazzo Chigi ha già deciso: bocciata

Alla Camera è passato, a sorpresa e con il parere favorevole del governo, un ordine del giorno di Nicola Fratoianni (Sinistra italiana) per una patrimoniale sopra i 500mila euro. La sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassineti (Fdi) infatti, ha chiesto una riformulazione per specificare che l’esecutivo “valuterà l’opportunità” e l’ha poi appoggiato. Italia viva ha iniziato per prima a gridare allo scandalo: “I tassatori folli. Di destra”, ha scritto Luigi Marattin su Twitter. Nel giro di pochi minuti è uscita sia la mezza marcia indietro del ministero dell’Istruzione, ma non solo. Dopo neanche tre ore, addirittura Palazzo Chigi si è dovuta muovere per dire che non ci sarà mai una patrimoniale.

Cosa dice l’ordine del giorno – L’ordine del giorno che è stato accolto impegna il governo a valutare l’opportunità di introdurre una “next generation tax, che colpirebbe i patrimoni delle persone fisiche solo se superiori ai cinquecentomila euro”. I fondi – si legge – servono “per reperire risorse per combattere la dispersione scolastica implicita ed esplicita”, una next generation tax “per assicurare a tutti i bambini e i ragazzi residenti in Italia di potersi istruire, dall’asilo nido all’università, in modo completamente gratuito”. In sede di pareri sul documento, il rappresentante del governo ha chiesto a Fratoianni, che ha accettato, di inserire la formula “a valutare l’opportunità di…” rispetto all’impegno inizialmente proposto dal presentatore dell’atto. L’ordine del giorno, dunque, è stato accolto.

La mezza marcia indietro del ministero dell’Istruzione. La smentita di Chigi – Poco dopo è arrivata la precisazione di fonti del ministero che ha cercato di fare una mezza marcia indietro su un atto che già di per sé non è vincolante: “L’ordine del giorno”, si legge, “indica un obiettivo che il governo sta già perseguendo con una pluralità di iniziative (da quelle previste dal PNRR alle iniziative nazionali come Agenda sud)”. Per questo continuano: “Il governo si impegna dunque a valutare questo obiettivo, e nelle sue valutazioni sceglierà gli strumenti migliori per incrementare le risorse a beneficio della dispersione scolastica, senza mai introdurre nuove tasse”. Neanche tre ore dopo, Palazzo Chigi ha detto di aver valutato e scartato ogni ipotesi di patrimoniale. “Come richiesto dall’ordine del giorno presentato dall’on. Fratoianni”, hanno fatto sapere fonti dell’esecutivo, “che impegna il governo a “valutare la possibilità di introdurre una next generation tax”, una sorta di nuova tassa patrimoniale, il governo ha velocemente valutato la proposta e altrettanto velocemente concluso che non intende dare seguito alla stessa.

Da dove viene la proposta di Fratoianni – Il prelievo si applicherebbe ai patrimoni delle persone fisiche solo se superiori ai cinquecentomila euro, ottenuti considerando il complesso, in Italia e all’estero, delle proprietà immobiliari (valutate sulla base dei valori catastali, non di quelli – ben più elevati – di mercato), degli investimenti finanziari, delle giacenze bancarie e dei beni mobili di lusso e, nello stesso tempo, con l’eliminazione di ogni ulteriore forma di tassazione di tali cespiti (Imu, imposte sui conti correnti e sui depositi titoli, imposte di bollo) porterebbe ad un gettito stimato di dieci miliardi di euro”. È una soluzione che Sinistra italiana propone da tempo e che per come è strutturata avrebbe un impatto pressoché nullo o addirittura positivo per una famiglia con seconda casa, mentre inizierebbe a incidere per ricchezze oltre il milione. In passato Ilfattoquotidiano.it aveva suggerito l‘ipotesi di una prelievo del 2% sulle ricchezze oltre i 50 milioni da cui si sarebbero potuti ottenere fino a 10 miliardi di euro da destinare agli aiuti per la classe media.