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Niente maggioranza in commissione ambiente del Parlamento Ue sulle norme pro natura. La Lega: “Fine dell’era del Green Deal

Scivolone a Strasburgo sulla legge per il ripristino della natura. Nella commissione ambiente dell’Europarlamento non è stata trovata una maggioranza per proporre un testo: il voto finale sul documento è finito in parità, 44 contro 44. Si va quindi in plenaria: la commissione presenterà al Parlamento la proposta di respingere la norma presentata dalla Commissione europea e si andrà al voto. Lo stallo è stato determinato dal fatto che i Popolari si sono alleati con la destra di Ecr e la coalizione favorevole, composta da Verdi, S&D, Sinistra e parti dei liberali di Renew, non è riuscita a far promuovere il dossier. “Andiamo verso un lavoro di negoziato per la plenaria e faccio appello in particolare al Ppe: tornate al tavolo del Green Deal, tornate al consenso scientifico e sociale”, ha chiesto il relatore Cesar Luena (S&D, Spagna) facendo anche appello alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen perché si faccia sentire.

La destra italiana – che aveva votato contro in Consiglio – esulta, con la Lega che già parla di “fine dell’era del Green Deal imposto contro agricoltori e pescatori” e l’eurodeputata di Forza Italia Alessandra Mussolini secondo cui è “l’ennesima dimostrazione di come il Parlamento europeo non sia disposto ad accettare una proposta che non fa altro che aumentare i costi e l’insicurezza per agricoltori, pescatori e consumatori”. Anche se Peter Liese (Ppe) respinge le analisi che vogliono i Popolari pronti a modificare gli equilibri della maggioranza dell’Europarlamento sull’appoggio alle politiche mirate a raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050. “Votare contro una proposta non è votare contro il Green Deal“, spiega.

Il Carroccio interpreta invece il voto di martedì come una pietra tombale: “Dopo la bocciatura nelle commissioni Agricoltura e Pesca e il primo passo falso in commissione Ambiente, oggi nuova sconfitta per la legge sul ripristino della natura, un provvedimento ideologico, sbagliato nel merito e nel metodo, incoerente nei suoi contenuti. La Lega è stata la prima a opporsi agli estremismi ambientalisti promossi da questa Ue, con Timmermans in testa, che vorrebbe sacrificare interi settori produttivi, aziende, lavoratori e famiglie, sull’altare dell’ideologia green: bene che anche altre forze politiche, a cominciare dai Popolari, si siano resi conto di quanto la proposta fosse dannosa per agricoltori e pescatori”, scrivono in una nota le europarlamentari della Lega Rosanna Conte, Gianna Gancia, Maria Veronica Rossi.

Pure il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto si dice soddisfatto, con le solite motivazioni: ​”Il voto della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, che ha bocciato la proposta di legge Ue sul ripristino della natura, conferma che le riserve espresse dall’Italia erano fondate e condivise. Siamo stati tra i pochi paesi, in sede di consiglio ambiente, a votare contro il testo, ritenendolo inadeguato e per molti versi inattuabile. L’Italia ritiene che la transizione ecologica debba essere concreta e sostenibile, fatta di interventi efficaci, e non di enunciazioni ideologiche. Confidiamo che, dopo questa battuta d’arresto, il testo possa essere significativamente migliorato, per il bene dell’Europa e della sua natura”.