Calcio

Cagliari, lacrime e ferro per riconquistare la serie A: Claudio Ranieri è l’uomo giusto

di Ilaria Muggianu Scano

I cori irrispettosi e la grande lezione di Mr. Claudio Ranieri. Mai maramaldeggiare sull’avversario sconfitto. Non manca chi lo ha ribattezzato “Claudio Felice”. Il vero re di Sardegna, l’allenatore del Cagliari Calcio che subentra a Fabio Liverani a dicembre. Un bel regalo di Natale per il club rossoblù. Fioccano i meme con il viso dell’allenatore romano – già legato alla memoria cagliaritana nelle stagioni 1988-91 – sul simulacro del monarca sabaudo Carlo Felice, nella centralissima piazza Yenne di Cagliari, epicentro della gioia esplosiva dei tifosi, domenica notte, a fine play off contro il Bari di mr. Michele Magnani.

La grandezza di un uomo capace di forti emozioni, fino alle lacrime. Così Claudio Ranieri, vero grande protagonista e artefice primario e morale della sudata risalita in serie A, seguita alla retrocessione. Il Cagliari giustiziato dal Venezia, già retrocesso, Ranieri redime la squadra da un Purgatorio tendente all’inferno. È dicembre, il Cagliari è fermo al 14° posto in serie B, con 22 punti in 18 partite. Dopo 35 anni, Ranieri torna dunque nel club che lo aveva lanciato nel calcio professionistico: il gol di Pavoletti al 94° è il bentornato ufficiale. Ed è festa di popolo: per il presidente della Regione Solinas l’emozione è palpabile: “È il riscatto di un popolo”, l’assessore regionale al Turismo Chessa è sognante ma anche pragmatico: “Ora serve uno stadio degno di questa squadra. Ci hanno fatto un regalo grandissimo e dobbiamo realizzarlo”.

Nicola Riva, figlio dello storico bomber del Cagliari Gigi, verga un messaggio di ringraziamento all’indirizzo dei maggiori protagonisti del piccolo miracolo al San Nicola di Bari: “Buongiorno Mister, grazie per aver ascoltato, creduto, sognato e accettato questa sfida. L’hai vinta, l’abbiamo vinta con il cuore e l’amore che hai per questo popolo. Non hai vinto solo sul campo, hai vinto anche e soprattutto nel ridare i valori a tutti e a ricordare che senza passione e amore e fede incondizionata i risultati non si ottengono mai! Se prima eri un nostro idolo ora sei tra i Giganti per sempre!”. Il sindaco Truzzu vola a Bari per sostenere la Sardegna intera in una squadra e scambia gesti di sana sportività con il primo cittadino barese Antonio Decaro.

Truzzu corre ad abbracciare Ranieri negli spogliatoi. Perché è attorno Ranieri che il popolo sardo desidera stringersi, anche davanti a gesti severi contro una tifoseria da arginare. Con gli occhi ancora allagati di gioia irrefrenabile l’allenatore del Cagliari – che è stato psicologo, trainer, motivatore, sollevatore degli animi quando non si distingueva più l’orizzonte della prima serie – corre sotto gli spalti di quella tifoseria cagliaritana che rischia di non gioire nei canoni più rispettosi nei confronti degli avversari baresi e la redarguisce fermamente. Un’icona dello sport così come ha da essere lo sport. Servono lacrime e ferro per riconquistare la serie A e Ranieri è l’uomo giusto.

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