Salute

Cuore ingrossato, ecco come è morto a 28 anni l’attore Jansen Panettiere. L’esperto: “Tra le cause anche l’alcol”

Abbiamo chiesto un parere al dottor Massimo Fioranelli, medico, specialista in Cardiologia e Medicina interna

“Sebbene si di poca consolazione, il medico legale ha riferito che l’improvvisa scomparsa di Jansen era dovuta a cardiomegalia (cuore ingrossato), insieme a complicazioni della valvola aortica”. È stata la dichiarazione dei familiari di Jansen Panettiere, 28 anni, attore e doppiatore, fratello minore dell’attrice Hayden, noto soprattutto tra i più giovani per aver partecipato in serie tv trasmesse sui canali televisivi Nickelodeon e Disney Channel. Ma che cos’è la cardiomegalia e come può risultare fatale anche in un giovane come Jansen? In medicina, la cardiomegalia è un termine generico che indica l’aumento del volume o della massa del cuore per un incremento dello spessore delle sue pareti o per una dilatazione abnorme delle sue cavità. Questa anomalia viene in genere diagnosticata con un ecocardiogramma, attraverso il quale si osservano i volumi delle camere cardiache. Abbiamo chiesto un parere al dottor Massimo Fioranelli, medico, specialista in Cardiologia e Medicina interna.

Dottor Fioranelli, quali sono le cause principali di un cuore ingrossato?
“Le cause prevalenti nei Paesi occidentali sono la cardiopatia ischemica, come le malattie coronariche in genere, le miocarditi virali, le forme di cardiopatia congenita e le valvulopatie, come anche l’uso di farmaci antitumorali o il consumo di sostanze tossiche come l’alcol”.

Si registra negli ultimi anni un aumento di cardiomegalia tra i giovani?
“Purtroppo nei giovani si manifestano alcune forme di cardiomiopatia dilatativa come la displasia aritmogena del ventricolo destro, il miocardio non compattato, che sono legate all’uso di sostanze tossiche; e purtroppo, negli ultimi tempi, si riscontra anche un aumento delle miocarditi”.

Tra i sintomi di un cuore ingrossato si individuano fiato corto, alterazioni del ritmo cardiaco (aritmie), gonfiore (o edema) alle gambe, palpitazioni, senso di fatica…
“Sì, sono i sintomi classici. Il più diffuso è l’affanno – o dispnea – per sforzi che prima erano eseguiti senza difficoltà. I sintomi non sono mai proporzionali alla severità della disfunzione cardiaca e possono essere molto variabili in rapporto anche alla progressività della compromissione cardiaca. Inoltre può anche essere asintomatico”.

Quali sono le principali terapie?
“La terapia fondamentale in caso di dilatazione cardiaca è la prevenzione delle aritmie mortali come la fibrillazione ventricolare. In questo caso si impianta un defibrillatore spesso con la funzione di stimolazione dei due ventricoli (terapia di risincronizzazione). La terapia farmacologica prevede farmaci molto potenti come gli ace inibitori, i diuretici e gli inibitori della neprilisina, che agiscono sul metabolismo delle sostanze ormonali prodotte dal cuore”.

Come si può fare prevenzione?
“L’infiammazione oggi è la causa di quasi tutte le malattie cronico-degenerative, per cui un mantenimento ottimale del nostro sistema immunitario, le cui cellule per l’80% risiedono nel nostro intestino, è fondamentale. Per raggiungere questo obiettivo, occorrono buona gestione dello stress, sana nutrizione ed evitare sostanze tossiche, che sono i fondamentali cardini della prevenzione”.