Trash-Chic

Alessio Boni è un ardito Don Chisciotte. Dalle fiction tv alle gesta cavalleresche. Gran debutto al Teatro Mercadante: “Ma chi è pazzo? Chi è normale?”

Bravo Boni sopratutto a scrollarsi di dosso l’etichetta di attore nazional popolare di  fiction televisiva. Adesso indossa l’armatura dell’eroe senza tempo liberamente ispirato all’iconico e visionario romanzo di Cervantes

Forse chi vive nella sua lucida follia riesce ancora a compiere atti eroici? O a uscire dal quotidiano umano. Bravo Boni soprattutto a scrollarsi di dosso l’etichetta di attore nazional popolare di fiction televisiva. Adesso indossa l’armatura dell’eroe senza tempo liberamente ispirato all’iconico e visionario romanzo di Cervantes. Che anela a epiche imprese per la sua adorata Dulcinea incrociata una sola volta in vita sua.

Alessio Boni al Teatro Mercadante di Napoli fino al 26 febbraio (poi al Teatro Manzoni di Milano) vive con ardore i panni del cavaliere errante accanto all’eclettica Serra Yilmaz nel ruolo del fido scudiero Sancho Panza, contadino simbolo di purezza di cuore, la cui saggezza popolare contrasta con la lucida e nobile follia di Don Chisciotte.
Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da andare controcorrente, che meritano di essere ricordati. Bellissima la scenografia fatta di tableaux vivants e il cavallo umanizzato. Scritto nel 1605, ma sempre attuale, trasferiamo il format romanzo/cavalleresco alla ribalta politica: un giochino da chi è chi. Enrico Letta è il Don Chisciotte della sinistra sfasciata, divisa alla quale non crede piu’ neanche lui. Un idealista che vede la realtà deformata. Che insegue il sogno di essere un cavaliere senza macchia e senza paura.

I mulini a vento è l’armata della destra che in questo momento favorevole ( ma anche per assenteismo alle ultime elezioni) giganteggia. Ma quanto durerà?
Al posto di Sancho Panza, il fedele scudiero, ci sono gli intercambiabili Renzi/Calenda: uno pensa di essere il valletto dell’altro.
Dulcinea rappresenta la donna ideale per la quale Don Chisciotte vuole compiere grandi imprese. Debora Serracchiani è l’Étoile della sinistra in attesa di guida. Ma per la destra è più gregaria del ciuccio somaro di Sancho. Per la destra la loro Dulcinea è, ca va sans dire, la pitonessa Santanchè. Il ronzinante, il cavallo che si lancia nell’avventura con Don Chisciotte, è Giuseppe Conte, incapace di condurre. Leader per caso.

Il Cavaliere degli specchi è Berlusconi che si specchia, si ammira e si compiace nelle sue donnine. Adesso che è stato pure prosciolto dal Rubygate, il suo ego vola.
Chi è il finta duca che promette l’isola che non c’è al Sancho incoronato governatore per burla? Tra chi promette e non mantiene la lista è lunga, ci vedrei come capofila lui, chi altro se non lui, il Salvini nazional/popolare: promette tutto quello che non fa. Piccolo siparietto anche per Ignazio La Russa che potrebbe essere la moglie di Sancio, personaggio secondario ma sempre urlante e esagitata.