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Pd, Schlein: “Con manifesto inizia storia nuova, ora serve identità chiara”. Speranza e il ritorno di Articolo Uno: “Costruiamo partito nuovo”

“Oggi è un bel giorno perché si fa partire una storia nuova, con un manifesto che mette al centro le questioni che la destra non affronta. Saremo pronti a battere in fretta il governo Meloni, che ha scelto di colpire i poveri, e di metterlo in difficoltà da subito”. A rivendicarlo è stata Elly Schlein, candidata alla segreteria del Pd, al termine dell‘assemblea nazionale del partito, dove le due anime – quella riformista, legato alla candidatura di Stefano Bonaccini, e la sinistra interna – hanno trovato un compromesso per evitare lo scontro sul nuovo Manifesto dei valori.
Eppure, al di là del voto quasi unanime, nell’area che sostiene Bonaccini si cerca di smontare la tesi del ‘partito nuovo’ da costruire: “Questa non è la costituente di un nuovo partito, di un nuovo simbolo, ma di questo partito e di 15 anni di storia. Si tratta di rifondare una connessione con il paese in continuità valoriale con quello che siamo stati”, spiega Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Ue. “Non si tratta di abiurare nulla, ma di capire quale sia la proposta politica che, dopo 15 anni, deve tener conto di quello che è cambiato. E il documento approvato è significativamente diverso rispetto a quello passato”, replica Andrea Orlando.
A rientrare a casa, archiviando la scissione, è invece Articolo Uno, con i bersaniani che scelgono di aderire al nuovo percorso del Nazareno: “Stiamo costruendo insieme un nuovo Partito democratico che metta al centro il lavoro, la sanità e la lotta alle diseguaglianze”, rivendica Roberto Speranza, leader di Articolo 1, uscendo dall’assemblea. “Parlo di temi concreti come la sanità di cui mi sono occupato molto: nei miei anni da ministro abbiamo speso oltre il 7% sul Pil, ora andiamo sotto, questo incide sulla vita delle persone. Altri temi sono la precarietà e lo sviluppo sostenibile”, conclude.