Calcio

Juventus, le manovre stipendi nel mirino della Figc: l’altra inchiesta che spaventa il club

Sulla base degli atti dell’inchiesta dei magistrati di Torino, la giustizia sportiva ha aperto un nuovo procedimento per "ulteriori e nuove condotte disciplinarmente rilevanti". Al centro le "side letter" siglate con 16 giocatori, più la "carta" di Ronaldo: ecco cosa prevede il Codice di giustizia sportiva. E poi c'è il capitolo "partnership" con altri club

Il caso plusvalenze “artificiali” era quello meno temuto e ha provocato uno sconquasso nella classifica della Juventus. Nessuno, quando la procura della Figc ha annunciato che avrebbe chiesto la revoca della sentenza di assoluzione di maggio, aveva immaginato che l’eventuale riapertura del processo sportivo avrebbe portato a 15 punti di penalizzazione, inflitti venerdì dalla Corte d’appello federale. Il pensiero di molti era invece finito su un passaggio della nota del procuratore Giuseppe Chinè: sulla base degli atti dell’inchiesta dei magistrati di Torino, la giustizia sportiva ha aperto un nuovo procedimento nei confronti della Juventus e di “altre società sportive professionistiche” per “ulteriori e nuove condotte disciplinarmente rilevanti rispetto a quelle per le quali ha già esercitato l’azione disciplinare”.

Nel mirino della procura Figc, che non ha ancora deciso su un eventuale deferimento, ci sono due elementi emersi dal procedimento penale: le “manovre stipendi” e quelle che i pubblici ministeri torinesi chiamano “partnership” dei bianconeri con alcune società di Serie A. Due grane pesantissime. Le manovre stipendi, per come ricostruito finora dai pm torinesi, hanno comportato la sottoscrizione di scritture private tra la Juventus e i calciatori: le cosiddette “side letter” – che impegnavano incondizionatamente il club a pagare gli stipendi posticipati ai 17 giocatori che avevano aderito alla richiesta – non sono state depositate in Lega Serie A.

Se in sede sportiva dovesse trovare conferma l’ipotesi accusatoria, si finirebbe nell’ambito dell’articolo 31 del Codice di giustizia sportiva che norma le “Violazioni in materia gestionale ed economica”. Il comma 3 recita: “La società che pattuisce con i propri tesserati o corrisponde comunque loro compensi, premi o indennità in violazione delle disposizioni federali vigenti, è punita con l’ammenda da uno a tre volte l’ammontare illecitamente pattuito o corrisposto, cui può aggiungersi la penalizzazione di uno o più punti in classifica”. Il termine chiave è “pattuisce” perché – stando agli atti dell’inchiesta penale – la Juventus avrebbe siglato un’intesa con 16 giocatori, ai quali si aggiunge la “carta” di Ronaldo che è stata firmata solo dal club. E tra l’altro sulle modalità di pagamento degli stipendi posticipati alla star portoghese, come rivelato da Ilfattoquotidiano.it, esiste una “pista United” captata in alcune intercettazioni che legherebbe i versamenti a rate e bonus incassati dai Red Devils. Quel “pattuisce” quindi prescinde il reale pagamento o meno delle somme: basta l’intesa. E quella, secondo i magistrati, è stata provata documentalmente.

In caso di deferimento, quindi, i bianconeri rischiano una nuova penalizzazione e una multa “da uno a tre volte” l’ammontare illecitamente pattuito. Secondo la procura di Torino, la seconda manovra stipendi – quella in cui sono state siglate le “side letter” e che maggiormente potrebbe interessare la Figc – ha permesso di rimandare alle stagioni successive il pagamento di 59.847.802 di euro. La vicenda, tra l’altro, coinvolge direttamente anche i giocatori. Il comma 8 infatti stabilisce che “i tesserati che pattuiscono con la società o percepiscono comunque dalla stessa compensi, premi o indennità in violazione delle norme federali sono soggetti alla sanzione della squalifica di durata non inferiore a un mese”.

Esiste poi un’ipotesi remota relativa a quanto disposto dal comma 2, il quale punisce con la retrocessione “la società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi“, ottenga l’iscrizione “a una competizione cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle disposizioni vigenti”. Uno scenario che al momento appare davvero lontano perché, se la Juventus dovesse essere deferita in base a questo comma, la procura dovrebbe aver dimostrato a suo avviso che il club è riuscito a iscriversi alla Serie A – in una delle tre annate al centro dell’inchiesta penale – grazie alla presunta falsificazione dei dati contabili di bilancio attraverso la manovra stipendi e le plusvalenze.

Twitter: @andtundo