Politica

Prima i pos, poi il reddito di cittadinanza e adesso il Qatargate. Cos’altro ci fregheranno?

di Elzoro

Intanto è stata avviata un’opera di distrazione di massa parlando dei pos e dei contanti, facendo sì che non si parlasse di altro in quasi tutte le sedi. Adesso abbiamo il Qatargate.

Uno dei cavalli di battaglia del centro-destra all’opposizione prima del governo Meloni era: non mettere le mani nelle tasche degli italiani. Una volta al governo se ne sono dimenticati: togliere il reddito di cittadinanza vuol dire togliere reddito a chi ne ha poco. Tagliare ulteriormente alle pensioni un po’ più elevate la perequazione (già di per se tagliata) che serve a far recuperare un po’ di inflazione vuol dire dover spendere meno. Investire in armi tagliando fondi agli italiani, far aumentare le tasse sulla benzina riducendo quindi le disponibilità dei cittadini comuni, annullare le cartelle esattoriali vuol dire non far pagare le tasse e altro a chi non le ha pagate togliendo disponibilità per gli italiani che devono, quindi, contribuire maggiormente.

Aumentare la disparità tra autonomi e lavoratori stipendiati apportando una tassazione misera 15% su un aumento di reddito fino a 85.000 € agli autonomi e lasciando gli stipendiati a pagare sempre di più con i pochi aumenti con gli scaglioni che viaggiano, oltre il 30%, il che vuol dire che gli autonomi pagano meno della metà degli stipendiati (che peraltro non possono fare nero).

Ridurre gli investimenti su scuola e sanità vuol dire costringere i cittadini comuni italiani a dover tirar fuori dalle tasche sempre di più per avere gli stessi servizi che le strutture pubbliche non sono in grado di offrire; destinare soldi alle armi, agli investimenti più strani che porteranno utili solo alle lobby, vuol dire toglierli dalle tasche degli italiani senza alcun ritorno né beneficio.

Vedremo quando sarà approvata la manovra cos’altro ci fregheranno dalle tasche. Dov’è la sinistra? E i sindacati?

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