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Sci, Roda eletto per la quarta volta alla guida della Fisi: la legge impone tre mandati ma il Coni gli dà ragione. Pronti i ricorsi al Tar

Sull'elezione del dirigente bolognese erano scoppiate le polemiche. Lui aveva vinto col 57% dei consensi, ma il risultato era sub iudice a causa dei ricorsi degli sfidanti. Il Collegio di garanzia del Coni ha dato ragione al presidente ma la vicenda, che si trascinerà a lungo, finirà nella mani del Tar

Flavio Roda resta alla guida della Federazione italiana sport invernali. Lo ha stabilito il Collegio di garanzia del Coni, che ha rigettato i ricorsi dei tre sfidanti alla presidenza della Fisi. Le motivazioni non sono ancora state pubblicate – verosimilmente, si dovrà attendere una decina di giorni – ma la presidente Gabriella Palmieri ha stabilito che il dirigente bolognese (ex tecnico di Alberto Tomba) si poteva non solo candidare, ma era anche eleggibile.

Il quadriennio di presidenza di Roda – l’ultimo – era scaduto quest’anno. Così a ottobre, il 15, si sono tenute le elezioni per rinnovare gli organi della federazione che resteranno in carica fino alle Olimpiadi di Milano-Cortina. La legge dello Stato (8/2018) fissa un limite ai mandati. Tre, al massimo. Ma Roda, che aveva già ricoperto l’incarico per tre volte, si era candidato lo stesso. Con una motivazione, principalmente: nel 2012 ricoprì il primo mandato per due anni (e non quattro) perché subentrò al commissariamento seguito ad alcune irregolarità nel voto del 2010. Intanto, mentre era presidente – cioè il 27 maggio scorso – la Fisi aveva modificato il proprio Regolamento organico federale, inserendo all’articolo 46 che “i presidenti e i membri degli organi federali […] sono rieleggibili nelle rispettive cariche, nel limite massimo di tre interi mandati quadriennali, anche non consecutivi”. Inserendo, dunque, la parola “interi”. Sulla vicenda si era espressa la ex sottosegretaria Valentina Vezzali, definendo l’eventuale candidatura di Roda un “atto violativo del principio democratico di funzionamento della stessa istituzione, tale da configurare una grave irregolarità nella sua gestione“. Nel 2018 lo stesso Coni aveva diffuso un parere sulla legge 8/2018 (quella che fissa il limite di tre mandati), sostenendo, in pratica, che ciò che contava “è unicamente il numero di mandati”. Non, quindi, la durata. Nonostante ciò, tuttavia, il Collegio di garanzia ha rigettato i ricorsi.

“C’è grande delusione nei confronti delle istituzioni“, commenta a ilFattoQuotidiano.it Stefano Maldifassi, ingegnere, ex atleta di skeleton e candidato alla presidenza della Fisi insieme ad Angelo Dalpez e Alessandro Falez, coi quali ha presentato il ricorso. “Abbiamo presentato il ricorso sulla base delle regole, ed è molto strano quello che sta accadendo. Non abbiamo ancora le motivazioni del dispositivo del Coni. Appena potremo leggerle, capiremo le loro argomentazioni”. Maldifassi annuncia di voler rivolgersi alla giustizia amministrativa, cioè al Tar: “La volontà è quella di far valere la legge, e sulla base di questo andremo avanti. Bisogna tutelare uno stato di diritto“. IlFattoQuotidiano.it ha contattato anche la Fisi, ma da via Piranesi – mentre scriviamo – preferiscono non rilasciare dichiarazioni.

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