Lavoro & Precari

Reddito, con gli ‘occupabili’ si risolve il problema? Allora si crei il lavoro di cittadinanza

di Antonio Di Giovanni

Certo che se continuiamo così, difficilmente questo Paese riuscirà a diventare una nazione seria e garantista di politiche necessarie a tale scopo. Osservo esterrefatto questa nuova classe dirigente (nuova si fa per dire) coniare la parola “occupabili” e vantarsene quasi mostrando il petto in fuori, come se avesse trovato finalmente la risoluzione alla problematica del lavoro che attanaglia questo Paese da più di vent’anni. Scagliarsi contro una misura, quella del Reddito di Cittadinanza, che seppur bisognosa di necessari aggiustamenti normativi dava sostegno a molte famiglie italiane è una vera e propria posizione assolutamente ideologica, preconcetta e pregiudiziale. Persone di 50 o 60 anni ormai quasi del tutto fuori dal mondo del lavoro tra un po’ perderanno anche quel minimo sostegno che garantiva loro una sopravvivenza dignitosa.

In realtà, bisognerebbe vivere e non sopravvivere, ma di questo cosa ne sanno coloro che nella vita hanno vissuto di benefit e di politica – come Meloni che probabilmente non ha mai timbrato un cartellino? Come si possono definire queste persone “occupabili” se a queste stesse persone non viene data una vera occupazione? È compito dello Stato intervenire e creare le condizioni affinché anche questa fascia di “occupabili” venga tutelata, ovvero occupata. Bene, si parli allora di “Lavoro di Cittadinanza”. Ci pensi lo Stato a reinserire nel mondo del lavoro persone che spesso hanno anche delle grandi professionalità: e a chi non le ha, ci pensi sempre lo Stato ad offrire opportunità in lavori socialmente utili, che possano riconsegnare ad ognuno quella dignità che consenta loro di guadagnarsi ciò che prendono. Ma bisogna fare i conti con un mondo del lavoro dove ci sono gli speculatori, gli imprenditori senza scrupoli, i caporali ecc: nessuno si è stracciato le vesti per raccontarne le nefandezze, al contrario invece dei collegamenti in diretta video con tanto di demonizzazione del Reddito di Cittadinanza.

Eh sì, c’era chi truffava, certo, ma c’è chi truffa su tante e troppe cose, vedi le pensioni di invalidità, vedi le truffe alle assicurazioni, vedi i datori di lavoro che pagano in nero per non pagare le tasse. E allora togliamo le pensioni di invalidità, aboliamo le assicurazioni auto e chiudiamo le saracinesche ai datori di lavoro furbetti? Eh no, non si può: “il metadone di Stato”, come lo ha definito Meloni, è il male assoluto. Ma sapete qual è il vero metadone di Stato? Ve lo dico io: sono tutti quei serbatoi elettorali che per anni e anni hanno dato posti di lavoro negli enti, nei comuni e nei ministeri: carrozzoni di gente che hanno riempito gli uffici pubblici a dismisura, prendendo uno stipendio molto più alto del Reddito di Cittadinanza (più del doppio per la precisione) senza fare nulla o poco più di nulla. Cos’è questo, se non un “Reddito Elettorale”?

Credo a questo punto che chi vuol capire non debba fare nemmeno tanta fatica a riflettere su cosa si è retto il sistema di questo Paese, dalla prima Repubblica in poi. Detto questo, dico a coloro che fanno demagogia su misure per il popolo: prima di parlare accendete il cervello, non si sa mai che escano riflessioni migliori.

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