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Superbonus, Brancaccio (Ance): “Bloccarlo come vuole il governo Meloni significa penalizzare imprese e famiglie che vivono nei condomini”

“Le modifiche del governo Meloni al Superbonus edilizio del 110%? Contestiamo innanzitutto il metodo, cioè l’ennesimo cambio delle regole in corsa. Tra l’altro, questo è un governo politico che ha molto criticato l’utilizzo dei decreti per cambiare le cose. Avremmo preferito avere un confronto su una materia che sicuramente va riorganizzata, ripogrammata e riordinata, ma sarebbe stato necessario un tavolo prima di venir fuori con l’ennesima modifica”. Sono le parole pronunciate ai microfoni di “24 Mattino” (Radio24) da Federica Brancaccio, presidente dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili).


Brancaccio illustra tutte le criticità conseguenti al blocco del Superbonus 110%, così come emerso dal decreto Aiuti quater: “Queste modifiche bloccano tutto. Ma non solo sul fronte delle imprese. Queste modifiche colpiranno negativamente le famiglie che vivono nei condomini, soprattutto di periferia. Per non parlare di tutti i potenziali, se non certi, contenziosi, perché è stata fissata al 25 novembre la data di comunicazione di inizio lavori, che è l’ultimo atto di un lungo percorso nel quale si sono fatti studi di fattibilità e progetti. Tutto questo chi lo paga? Ma comunque quello che arriva è la sfiducia nella misura, penalizzando peraltro i condomini più disagiati che sono quelli che sono partiti per ultimi”.

La presidente dell’Ance smonta anche la tesi secondo cui il Superbonus sarebbe stato foriero di truffe: “Sono state il 3% del totale, cioè al di sotto di qualsiasi percentuale riguardante altre truffe inerenti a misure agevolative. Quando poi il ministro Giorgetti si lamenta dei 60 miliardi di spesa, ricordo che sono spalmati su 5 anni e non solo sul 2022. E allo Stato rientra in copertura immediata il 47%, mentre – conclude – come volano economico andiammo addirittura oltre 100. La nostra posizione è che questa misura debba diventare strutturale, modulata diversamente e orientata verso obiettivi chiari. Bisogna pensare a una norma che funzioni, che abbia controlli, che faccia lavorare le imprese qualificate e che non lasci imprese e condomini coi crediti bloccati nei cassetti fiscali, cosa che in questo momento è la vera emergenza”.