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Tetto al contante, Boccia: “Meloni non annuncia riduzione costo del lavoro ma esalta ritorno del sommerso. Così fanno festa gli strozzini”

Soglia di 10mila euro al contante? Se il governo, anziché dirci in Aula che la priorità è la riduzione dei costi di transazione e l’abbassamento del costo del lavoro, esalta di fatto il ritorno al sommerso, si capisce bene che non si va lontano. Mi pare evidente che così si esalta l’usura e in alcuni contesti anche il racket. Io penso che con questa misura facciano festa gli strozzini. Mi dispiace essere così crudo, ma è la verità”. Così, ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” (Radio Cusano Campus), il senatore del Pd Francesco Boccia stronca il provvedimento annunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul tetto del contante innalzato a 10mila euro.

Il parlamentare spiega: “Intanto, è una misura antistorica. Siamo nella società digitale e dire che avere mazzette di soldi in tasca è utile è una bugia, una falsificazione. La destra, e in sua compagnia anche Renzi, che non mi pare sia contrario, ancora una volta strizza l’occhio al sommerso, una piaga italiana che lentamente stava rientrando in un percorso culturale che in Italia è difficilissimo. Quando passammo alla fatturazione elettronica – ricorda – questa stessa destra organizzò i picchetti e fece le barricate. Il giorno prima del voto finale, fummo riempiti di insulti uscendo dal portone principale di Montecitorio perché lì c’era uno dei palchi di Fratelli d’Italia. Con la misura annunciata del tetto del contante a 10mila euro, io penso che Meloni abbia parlato proprio a quella fetta di elettorato che contestò anni fa la fatturazione elettronica”.

E aggiunge: ” È sbagliato dire che ci sono altri Paesi senza tetto al contante, come ha fatto la presidente Meloni, perché è vero che in qualche Paese c’è il tetto di 10mila ma non ci sono il nero e l’evasione fiscale che esistono da noi. Alimentando l’idea che si debba utilizzare il contante, e quindi soldi a nero in giro per tutti, e aggiungendoci la forfettizzazione da 65mila euro a 100mila euro – continua – cioè quella che loro chiamano ‘flat tax incrementale’, un vero e proprio ossimoro, si sancisce un principio: si può guadagnare di più facendo lavorare meno persone. Questo modo di concepire il fisco è tipico della Lega, Meloni non ha voluto smentire Salvini e il risultato è sotto gli occhi di tutti: è un regalo agli evasori e il Paese anziché andare avanti torna indietro”.

Boccia conclude: “Noi ci opporremo. Ieri la presidente Meloni ha utilizzato le parole di Padoan: premesso che io non votai quella misura del governo Renzi, così come tanti altri provvedimenti come il Jobs Act, ma negli anni successivi Padoan disse che fu sbagliato alzare la soglia del contante. In più, il governo che ha appena giurato dice che non ci sono risorse, cosa non proprio vera perché c’è un tesoretto di 10 miliardi lasciato dal governo Draghi, e che la priorità è data dal caro bollette. Poi all’improvviso trova le risorse per estenderle a quella che loro chiamano flat tax incrementale: capite bene che questa è una provocazione“.