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La nuova costituzione del Cile è stata rifiutata: colpa del voto obbligatorio

Voi cosa pensereste della introduzione del voto obbligatorio, ovvero se non vai a votare senza valida giustificazione devi pagare una multa? Questo meccanismo – inusitato almeno per noi europei – è stato forse fondamentale per determinare i risultati dell’atteso referendum in Cile. La vittoria del Rechazo (rifiuto) al referendum cileno del 4 settembre sulla nuova Costituzione è stata “aplastante”, superiore a ogni previsione. L’opzione Rechazo non si è affermata solo, come previsto, al Sud, al Nord, nelle zone rurali e nei comuni ricchi della destra ma anche a Santiago e a Valparaiso. Se guardiamo al voto in termini percentuali, con soltanto il 38 % di Apruebo (approvo) a favore del testo elaborato dalla Convencion Constituyente, ipotizziamo che una parte del centrosinistra o addirittura della sinistra non lo abbia votato. Nel maggio dell’anno scorso alle elezioni della Convencion Constitucional aveva partecipato solo il 43% degli aventi diritto, dando la maggioranza relativa a formazioni di sinistra e soprattutto a movimentisti indipendenti di sinistra.

Al ballottaggio per Boric presidente aveva votato molta più gente e il presidente di sinistra si era imposto col 56%. Ma più che la defezione di qualche settore politico elettorale passato da Boric al Rechazo ha pesato il fattore nuovi elettori col voto obbligatorio. Quattro milioni e 600 mila voti aveva preso Boric, 4 milioni e 800 mila l’Apruebo. Ma il Rechazo ha preso 7 milioni e 800 mila voti, una cifra mai vista in Cile. Agli elettori di destra e di centro si sono affiancati quelli senza colore che si sono sentiti in dovere – o meglio in obbligo – di andare a votare e che si sono convinti (sono stati convinti) che è meglio reimpostare l’elaborazione della Costituzione perché quella uscita dalla Convencion era “troppo divisiva”.

Si potrà analizzare a lungo se il problema con la maggioranza degli elettori sia stato stile e contenuto della Costituzione proposta (troppo indigenista? troppo “socialista”? troppo femminista?) o un problema di credibilità della Convencion coi suoi personaggi pittoreschi o cos’altro. Alla prima prova dei fatti il voto obbligatorio (in questi termini non era mai stato in vigore) ha portato a votare oltre l’80% degli elettori, per lo più in chiave moderata, scettica verso i cambiamenti. La campagna del Rechazo è stata abilissima, i politici della destra si sono letteralmente nascosti dietro i pochi Rechazisti di origine centro-sinistra e a qualche personaggio della società civile, superfinanziati da molti imprenditori. Ora iniziano le trattative tra i partiti per un nuovo processo costituente.