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Blinken in Africa per il ‘protocollo contro le attività maligne russe’: la solita strategia Usa

di Stefano Briganti

Leggendo la Tass di qualche giorno fa ho rilevato un’informazione circa la reazione del Sudafrica alla recente visita di Blinken e più in generale al suo tour africano. Il Sudafrica ritiene quanto presentato dal Segretario di Stato Usa a Johannesburg come una indesiderata ingerenza nelle politiche dello stato africano. L’agenzia riportava testualmente questa frase riferita a ciò che Blinken è andato a presentare nel suo tour in Africa: “Countering Malign Russian Activities in Africa Act”, ovvero “Protocollo per il contrasto alle attività maligne russe in Africa”.

Come di consueto io metto sempre la tara della propaganda alle notizie dell’agenzia di stato russa (come la metto sulla stampa occidentale) e perciò sono andato a verificare se veramente esistesse questo “Act”, perché il nome mi sembrava iperbolico. Il documento esiste ed è stato ratificato con questo nome dal Congresso Usa il 28 aprile 2022. Si tratta di una serie di azioni e di controlli che gli Usa intendono fare nei paesi africani per verificare le attività intrattenute con la Russia da parte dei paesi africani con lo scopo, cito letteralmente, di “counter the malign influence and activities of the Russian Federation and its proxies in Africa”: “contrastare l’influenza maligna della Federazione Russia e dei suoi procuratori in Africa”. Intendendo con questo affermare che le attività dell’Occidente in Africa sono benigne, mentre quelle russe (e poi cinesi) sono maligne per definizione e solo anche perché esistono.

Ogni anno, per 5 anni, il Congresso Usa dovrà essere messo al corrente dei risultati ottenuti dall’applicazione del protocollo sulla base ad una dettagliata lista delle cose e degli ambiti da controllare. Leggendo l’“Act”, due paginette di lettura semplice e illuminante, si può comprendere la protesta del Sudafrica di pesante ingerenza Usa nelle conduzione delle politiche interne dei paesi africani. Conoscendo lo stile alla “Marchese del Grillo” degli Usa, non stupisce la reazione del paese sudafricano.

Ovvio che in questo modo, entrando nei dettagli dei rapporti che un paese intrattiene con la Russia, Washington può facilmente convincere quel paese (quelli africani sono deboli), magari utilizzando “tecniche di soft power” (es. minaccia sanzioni per violazione di diritti umani), a far entrare gli Usa negli ambiti economici e politici dove c’è una presenza russa, sostituendosi a Mosca. Tralasciando però il fatto che altri stati, specialmente europei, hanno fatto e fanno azioni di “bullismo” in Africa (parole di Pandor, ministro degli Esteri sudafricano), azioni che però gli Usa non contrastano, attuando il noto principio del “cane non mangia cane”. Si conferma la strategia invasiva e pervasiva di Washington per una “governance a stelle e strisce” su metà del globo terracqueo.

Pochi media italiani hanno riportato la notizia della visita di Blinken in Africa e tra questi Agi e Repubblica. Entrambi lodano il successo del viaggio e nessuno ha fatto menzione del “Countering Malign Russian Activities in Africa Act” che è invece uno dei pilastri della “nuova agenda Usa in chiave anti russa” (cit. Repubblica), agenda di cui però l’articolo non spiega il contenuto. L’Agi invece chiama “vero partenariato” la strategia presentata da Blinken in Sudafrica.

Definire l’”Act” come “vero partenariato” è perlomeno portentoso. Pandor ha condannato pubblicamente l’”Act” dicendo che, cito un giornale sudafricano, “intende punire i paesi in Africa che non hanno seguito la linea (Usa) sulla guerra Russia-Ucraina” . Il governo del Sudafrica ha detto che si appellerà a Biden per far cancellare il “Countering Malign Russian Activities in Africa Act” anche in accordo con altri paesi africani. Ma questo i media italiani iperatlantisti per missione non lo raccontano. Purtroppo per loro, la Tass, i giornali sudafricani (Mail & Guardian) e altri sì.

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