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Finlandia e Svezia nella Nato: fossi in loro, farei un’analisi costi-benefici

di Giuseppe S.

Finlandia e Svezia hanno visto in pochi mesi cambiare nettamente la propria opinione sulla neutralità. La Finlandia fa in queste ore formalmente richiesta di ingresso nella Nato. Ricordiamo però che la scelta di neutralità e non schieramento è stata difesa per molti anni, a fronte di un attuale cambiamento di opinione molto repentino.

Io penso che questi due paesi dovrebbero meditare di più su costi e benefici dell’ingresso nella Nato. Il beneficio è la protezione da un attacco da parte della Russia. Ciò sembra in realtà a tutti inverosimile, in quanto in Finlandia non ci sono allestimenti di attrezzature militari, non ci sono “neonazisti”, non c’è una popolazione russofona che viene discriminata. Ma chiaramente la “paura” del nemico è giustificata.

L’altro beneficio del tutto geopolitico potrebbe essere il rafforzamento verosimile che l’ingresso nella Nato ha nella contesa per le risorse dell’Artico. Spero vivamente in realtà che non ci siano in campo valutazioni di questo genere. In ogni caso mi sembra chiaro che la politica finlandese e svedese sembra voler cogliere questa finestra di opportunità (conflitto in Ucraina) e l’appoggio odierno dell’opinione pubblica per entrare nella Nato.

Veniamo ai costi. Un costo che forse non è stato ponderato bene, almeno dall’opinione pubblica, è che la presenza di un organizzazione militare, per di più con forte componente straniera, non può far altro che aumentare le influenze militari sulla politica. Ciò vuol dire che l’organizzazione militare cercherà sempre di influenzare politica ed opinione pubblica per sopravvivere e giustificare la propria esistenza.

Infine, penso che l’ingresso di un paese nella Nato comporti una diminuzione della democrazia e della libertà/autonomia del paese. Primo esempio: la Finlandia sarà costretta a rivedere le politiche interne non gradite da altri alleati, vedi la Turchia. Secondo esempio: le infrastrutture militari necessitano sempre di rivedere le regole per la protezione ambientale. Terzo esempio: il bilancio pubblico va rivisto per finanziare l’alleanza.

Per queste ragioni penso che Finlandia e Svezia debbano prendersi del tempo per valutare tutti insieme una scelta che coinvolge tutti, dalle organizzazioni politiche, ai media, alle organizzazioni economiche e alla popolazione tutta.

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