Cronaca

Covid, il report Gimbe: “Follia abbandonare le mascherine dal 1° maggio. Contagi e decessi in crescita di oltre il 20%, flop delle quarte dosi”

Salgono in modo significativo i contagi e i decessi in Italia, rispettivamente +22,7% e +20,1%, nei giorni 20-26 aprile sui sette giorni precedenti. La Fondazione Gimbe, nel tradizionale report, consiglia di mantenere i dispositivi di protezione sanitaria sui mezzi di trasporti e al chiuso

Aumento di nuovi casi da Covid-19 e di decessi. Stabili i ricoveri ordinari in ospedali – mentre scendono, seppur di poco, i posti letto occupati in terapia intensiva. Tuttavia, come da settimane a questa parte, arrancano le somministrazioni della quarta dose di vaccino. E siccome la circolazione del virus è ancora consistente, nel consueto report settimanale la Fondazione Gimbe bolla come “follia” l’eventuale scelta di abbandonare le mascherine dal primo di maggio. “È ragionevole abolire il green pass – scrivono – ma non l’obbligo dei dispositivi di protezione sanitaria sui mezzi pubblici e nei locali al chiuso, soprattutto se affollati o poco areati”.

Osservando i dati più da vicino, si osserva la consistente crescita dei contagi, nei sette giorni che vanno dal 20 al 26 aprile, rispetto ai sette precedenti, passati da 353.193 a 433.321 (+22,7%). Discorso analogo per i decessi, che salgono da 861 a 1.034. Crescono, di poco, i ricoveri con sintomi nelle strutture ospedaliere (10.328 vs 10.214), mentre si confermano in leggero calo le terapie intensive (409 vs 422), cioè -3,1%.

“Dopo il netto calo della scorsa settimana – ha commentato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – tornano a salire i nuovi casi settimanali, che si attestano a quota 433mila con una media mobile a sette giorni che sfiora i 62 mila casi, a fronte di una risalita dei tamponi totali dell’11,7%. Nella settimana 20-26 aprile in tutte le Regioni si registra un incremento percentuale dei nuovi casi (dal +2,9% del Piemonte al +44,8% della Basilicata)”. Per quanto riguarda le ospedalizzazioni, “al 26 aprile il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid non varia sostanzialmente rispetto alla settimana precedente – ha detto il direttore operativo di Gimbe, Marco Mosti16% in area medica e 4,4% in area critica. 14 Regioni superano la soglia del 15% in area medica, con l’Umbria che raggiunge il 34,1%, mentre tutte le Regioni si collocano sotto la soglia del 10% in terapia intensiva”.

A preoccupare è la campagna vaccinale, che da settimane arranca: “Al 27 aprile (aggiornamento ore 06.15) – si legge nella nota – sono 6,89 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino. In particolare “4,14 milioni attualmente vaccinabili, pari al 7,2% della platea con nette differenze regionali: dal 4% della Provincia Autonoma di Trento al 10,5% della Calabria”; e “2,75 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da Covid-19 da meno di 180 giorni, pari al 4,8% della platea con nette differenze regionali: dal 2,6% del Molise al 10,6% della Provincia Autonoma di Bolzano”.

Oltre a ciò, sono state somministrate soltanto 122.041 quarte dosi su una platea di 2.795.910 over 80 e 1.538.588 pazienti fragili di età compresa tra 60 e 79 anni e 88.099 ospiti delle Rsa che non ricadono nelle categorie precedenti. Ciò significa che il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 2,8%. “Il clamoroso flop delle quarte dosi nelle persone immunocompromesse – ha spiegato Cartabellotta – deve far riflettere le Istituzioni, in particolare considerata l’ulteriore estensione della platea ad altri 4,2 milioni di persone tra le quali arrancano le somministrazioni. Innanzitutto serve un’incisiva campagna d’informazione sia per sensibilizzare la popolazione a rischio di malattia grave sull’efficacia del secondo richiamo, sia per contrastare il generale senso di “stanchezza” nei confronti della campagna vaccinale. Ma l’informazione da sola non basta: deve essere integrata con strategie di chiamata attiva, visto che le ASL dispongono di tutti i dati delle persone inserite nella platea”.

“Con il 1° maggio alle porte – ha concluso Cartabellotta – i dati dimostrano che la circolazione del virus, già molto elevata, è addirittura in aumento rispetto alla scorsa settimana. Con questi numeri, se è ragionevole mandare in soffitta il green pass che ha ormai esaurito definitivamente il ruolo di ‘spinta gentile’ alla vaccinazione, sarebbe una follia abolire l’obbligo di mascherina nei locali al chiuso, in particolare se affollati e-o scarsamente areati, e sui mezzi pubblici”.