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Ucraina, Gomez a La7: “Interessi americani e inglesi non sono quelli europei. Ue ragioni, altrimenti ci avviciniamo alla 3ª guerra mondiale”

“L’obiettivo degli inglesi e degli americani è quello di creare le condizioni per cui all’interno della Russia ci sia un cambio di regime e in qualche modo Putin, talmente indebolito da questa guerra, ne soffra anche internamente. Parallelamente a Biden, c’è però Macron che stamattina ha detto cose chiarissime“. Così, a “Otto e mezzo” (La7), il direttore de ilfattoquotidiano.it e di Fq Millennium, Peter Gomez, commenta le dichiarazioni rese ieri dal presidente degli Usa, Joe Biden (“Putin non vincerà ma in Ucraina, non riuscirà mai ad occuparla del tutto”), evidenziando la posizione differente del presidente francese uscente Emmanuel Macron.

Gomez puntualizza: “Nei talk show russi parlano già di guerra contro la Nato. Lo stesso Macron ha allertato sul fatto che siamo a un pelo dall’utilizzo di armi non convenzionali da parte di Putin. E finché la Russia parla di armi chimiche, io inorridisco al pensiero di quello che può accadere alla popolazione ucraina. Quando comincia a parlare di armi nucleari tattiche, penso che ci stiamo avvicinando a grandissimi passi verso la Terza Guerra Mondiale. Allora, qua è il caso che l’Europa cominci a ragionare, perché gli interessi americani e inglesi non sono gli interessi europei. Bisogna certamente sostenere gli ucraini, ma essere anche un po’ furbi in questa situazione”.

Il direttore del Fatto online spiega poi gli errori commessi dall’Europa prima dello scoppio del conflitto: “Il Wall Street Journal ha raccontato del tentativo di mediazione realizzato lo scorso 19 febbraio dal cancelliere tedesco Olaf Scholz nei confronti del presidente ucraino Zelensky, chiedendogli di rinunciare all’ingresso nella Nato. E non certo perché avessero ragione i russi. Noi – prosegue – dobbiamo metterci nell’ottica in cui pensano i russi, perché questo finisce sul tavolo delle trattative. Zelensky solo due settimane dopo ha dichiarato di non voler entrare nella Nato. In ogni caso, tranne che da Scholz, non è arrivato quel tipo di segnale a Zelensky”.

Gomez conclude: “Io non discuto sulla Nato, ma parto da un principio di realtà. Sono stufo di questo dibattito italiano tra guelfi e ghibellini, per cui, se uno cerca di analizzare le cause della guerra, viene accusato di essere anti-Nato. Io sono cittadino americano, ma per favore. Cerchiamo allora di essere più razionali. Ormai la frittata è fatta – chiosa – Possiamo solo aspettare che Putin avanzi, perché altrimenti il rischio dell’utilizzo delle armi nucleari tattiche aumenta. Tutti coloro i quali sostengono che i russi vanno rigettati nei loro confini dicono una cosa che personalmente trovo bellissima. Ma nella realtà è una cosa pericolosissima per tutti noi e per l’Europa”.