Scienza

Long Covid, il 25% di chi si infetta manifesta sintomi anche dopo 4 o 5 settimane

Stanchezza generale, dolori di vario tipo, difficoltà a concentrarsi e problemi di memoria. Sono tra i sintomi del Long Covid, ovvero la permanenza di uno stato di malessere quando ormai si è considerati guariti

Stanchezza generale, dolori di vario tipo, difficoltà a concentrarsi e problemi di memoria. Sono tra i sintomi del Long Covid, ovvero la permanenza di uno stato di malessere quando ormai si è considerati guariti. Ma soprattutto una condizione che riguarda fino al 25% delle persone infettate dal coronavirus Sars Cov 2. Secondo l’Oms almeno un quarto delle persone che hanno contratto il Covid continua a manifestare sintomi anche dopo quattro o cinque settimane. Ma questo riguardava ceppo originario, Alfa e Delta. Di Omicron, le varianti sorelle e le sottovarianti si sa ancora poco sugli strascichi. La variante, rilevata per la prima volta in Sudafrica, colpisce le vie aree e non raggiunge i polmoni e i bronchi come facevano le altre. Ma non per questo significa che non ci sarà il Long Covid.

“Sugli eventuali strascichi della malattia spiega all’Adnkronos Mario Clerici, docente di Immunologia dell’università degli Studi di Milano e direttore scientifico della Fondazione Don Gnocchi, “ancora non sappiamo molto. Anche per quanto riguarda la cosiddetta ‘nebbia mentale” di cui si è parlato molto in relazione a Covid, “è troppo presto per dire se ci sia una differenza in era Omicron in questo senso. Sembra che le sequele siano sovrapponibili”. Il rischio di long Covid resta praticamente lo stesso.

Un lavoro che fa il punto anche sull’evoluzione dei sintomi Covid è in pubblicazione su The Lancet ed è stato reso noto nei giorni scorsi come anticipazione dal Congresso europeo di microbiologia clinica e malattie infettive (Eccmid). Nello studio condotto in Gran Bretagna dal King’s College London, si è calcolato che i contagiati da Omicron potrebbero avere l’83% in meno di probabilità di sviluppare perdita dell’olfatto rispetto a chi ha preso Covid in era Delta. Il mal di gola risulta più comune in fase Omicron, con un rischio aumentato di svilupparlo del 55%. I pazienti Omicron sembrano avere anche il 24% in più di probabilità di sviluppare una voce rauca rispetto a quelli con Delta e la metà delle probabilità di mostrare almeno uno dei tre sintomi classici di Covid (febbre, perdita dell’olfatto e tosse persistente).