Cultura

Lo sguardo innovativo sulla musica classica del conservatorio Santa Cecilia di Roma

Uno degli aspetti più interessanti nello svolgere l’attività di divulgatore culturale è, senza dubbio, la possibilità di incontrare persone stimolanti, frequentare luoghi bellissimi e scoprire numerosi progetti, eventi, festival e realtà di cui non si era precedentemente a conoscenza. Da questi incontri, spesso, nascono nuove sinergie, collaborazioni, incroci di talenti e competenze. Questa dinamica ricorrente è ancora più affascinante quando accade con istituzioni ben note ma a cui, fino a quel momento, ci si era accostati solo da “utenti” e non da collaboratori.

Personalmente, ho avuto il piacere di partecipare qualche mese fa a una serie di conferenze co-organizzate dal Conservatorio Santa Cecilia, il progetto News in Map di cui il conservatorio di Roma è istituzione capofila. Al di là della singola occasione (il mio contributo verteva sugli archetipi della leadership all’interno di un corso di formazione), quell’incontro è stata l’opportunità per scoprire il ricchissimo calendario di proposte, musicali e no, offerto dall’istituzione romana. Un calendario talvolta così fitto da rendere difficile persino comunicare in tempo la mole di attività svolte: una rassegna di concerti al teatro Off Off e una all’Accademia di Ungheria solo per parlare dell’ultima settimana.

Incuriosito da questa straordinaria ricchezza nell’offerta artistica, inspiegabilmente priva di risonanza mediatica, ho deciso di approfondire rivolgendomi a Carla Conti, docente e responsabile Erasmus nella commissione delle relazioni internazionali del conservatorio “Santa Cecilia”. Un tema ricorrente nel dibattito internazionale dell’alta formazione è la “ricerca artistica”. Ma cosa significa? Nelle parole di Carla Conti, “la risposta che sento di dare, perché sollecita molte riflessioni, è quella di Julian Klein: ‘Scusa, la domanda è sbagliata. Dovremmo chiederci: quando la ricerca è artistica?’. La ricerca, in assoluto, non è un concetto nuovo in ambito artistico ma mediante la ricerca artistica si delinea un scenario che non riduce l’arte semplicemente all’oggetto di uno studio. La sfida della ricerca artistica è che si tratta di una ricerca che fonde insieme soggetto, ricercatore e processo nell’esperienza, come mezzo per l’avanzamento della stessa pratica artistica”.

Uno sguardo innovativo che è tutto il contrario della visione paludata e anacronistica della musica classica che la sottocultura corrente vorrebbe contrabbandare. Conti spiega: “I risultati della ricerca artistica possono assumere le forme più differenti in relazione ai contenuti (performance, composizioni, produzioni audio/video, articoli/saggi, etc) e la conoscenza che ne deriva è in ogni caso, conoscenza che si incarna proprio perché intrinseca alle pratiche artistiche e alle esperienze ad esse legate. Grazie al dialogo e al confronto tra la formazione artistica e gli altri campi culturali la ricerca artistica mostra come l’arte possa contribuire allo sviluppo e al benessere delle comunità.”. Per questo il conservatorio Santa Cecilia ha attivato un master di secondo livello, unico in Italia, in Artistic Research in Music in collaborazione con l’Orpheus Instituut di Gent, la cui prima edizione si è conclusa pochi giorni fa.

Ciò che colpisce è il respiro internazionale dei diversi progetti, che a quanto ci viene riferito, non è casuale, ma precisamente voluto dalle linee guida del direttore Roberto Giuliani. Attualmente, oltre a News in Map, è in corso il progetto triennale RAPPLab (Capofila l’Hochschule di Colonia), articolato in una serie di incontri multinazionali al fine di esplorare come le metodologie della ricerca artistica rendano i musicisti capaci di rispondere in modo creativo all’ambiente economico-culturale. Inoltre, per il secondo anno ci sarà l’edizione del Master in Artistic Research in Music, un percorso che fornisce strumenti formativi per indagare e sperimentare nuove forme di conoscenza attraverso la creazione di un progetto individuale di ricerca improntato sulla pratica artistica.

Si tratta di progetti che vedono coinvolti prestigiosi partner internazionali (chi volesse può approfondire qui: newsinmap.eu, rapplab.eu). Nel frattempo, continua l’attività concertistica, su base quotidiana, a ingresso libero (si può seguire su conservatoriosantacecilia.it e il profilo Instagram del Conservatorio). Voi lo sapevate? Io no. E credo sia importante, quindi, informare e diffondere l’entusiasmo e la bellezza della cultura che in un Paese come l’Italia, dovrebbe essere fondamento stesso della consapevolezza civile.