Politica

C’è un legame tra le cose che accadono, dal green pass eterno alle cariche contro gli studenti

C’è una qualche connessione tra i più recenti fatti di cronaca, in apparenza lontanissimi tra loro, e il modo con cui ci sono stati raccontati? In ordine sparso: il reply del settennato presidenziale di Sergio Mattarella, le nuove disposizioni in materia di Green Pass, per cui la copertura immunologica effettiva di 4/5 mesi del vaccino diventa ad aeternitatem nel certificato che viene rilasciato, la fregola da Miracolo Economico imminente della grande stampa e del ministro tascabile Renato Brunetta, il nucleare (ovviamente di ultima generazione: cioè?) accreditato green dai signori Ue e – per finire – i pestaggi di studenti medi che protestavano per il compagno morto, schiacciato da una putrella l’ultimo giorno dello stage scuola-lavoro.

Ebbene sì, la liaison c’è; e potremmo indicarla nel termine in apparenza anodino (e pure analgesico) di “paternalismo”: la modalità argomentativa. In sostanza, la tecnica del diversivo e l’uso della mistificazione per tenere a bada la collera potenziale del popolo. Ossia, l’arma della distrazione di massa del potere che ha resettato a proprio uso e consumo la democrazia dei moderni, da quando emise i primi vagiti tra le maestose sequoie del New England.

Paternalismo come uso benevolo del comando, sempre pronto a fare la faccia feroce appena qualche ribaldo fiuta il gioco della finzione e rifiuta di bersela. E a quel punto scatta l’accusa di “populismo” contro quanti disturbano il manovratore; il più delle volte protervo quanto non particolarmente perspicace. Ad esempio le recenti vicende presidenziali non hanno deposto a favore della presunta intelligenza del Migliore, che “tutto il mondo ci invidia”, in tentata fuga da Palazzo Chigi, mentre riprendeva l’apoteosi della coppia d’assi Mattarella-Draghi, formata – oltre che dal Migliore, rivelatosi pretenzioso quanto inconcludente – da un presidente della Repubblica certamente brava persona quanto silente per lunghi tratti del suo (primo) mandato e largamente influenzato dagli spifferi dei Palazzi del potere e relative casse di risonanza redazionali. Per cui un anno fa recepiva il pensiero banale, a reti e testate unificate, che occorresse quel governo omnibus (presunta “unità nazionale”) che si è rivelato un carro di Tespi; ora, nel suo discorso d’insediamento, offre in pasto alla corporazione parlamentare la blandizia che il primo problema da affrontare è la crisi della magistratura. Lasciando intendere all’emiciclo plaudente che il problema sono le invasioni di campo dei magistrati che fanno (quando le fanno) le bucce ai politici, non i corrotti e gli infingardi.

Proseguo: lo zigzag della pandemia ha ormai convinto molti governi, compreso il nostro, che il Covid rimane un problema insolubile che è meglio ignorare, facendo finta che il contagio sia finito; per cui quanto prima via le mascherine e tutti in movida, alla faccia dei 400 morti quotidiani che ancora ci toccano. E Big Pharma ci sguazza.

Sulla stessa linea di comportamento consolatorio-ballista, per occultare responsabilità e inadeguatezza, ecco la favola bella dell’avvento prossimo futuro di un rinascimento economico come mai in passato, mentre le multinazionali chiudono i battenti, non abbiamo ancora recuperato il Pil pre-Covid del 2019 e nel mercato del lavoro l’unico saldo positivo è quello dei precari (+92mila).

Lasciamo la scena domestica per una gita in Europa, dove il cosiddetto “cartello di Bruxelles” (governanti, alti funzionari, banchieri e big business) ha varato lo specchietto per allodole del nucleare green, che fa evaporare ogni serio impegno per la transizione energetica, sostituito da uno spot illusionistico alla Cingolani. Ossia la mediazione al ribasso tra tedeschi e francesi nuclearisti; nel Palazzo che – dopo Washington – ospita il maggior numero di lobbisti al mondo: 12.500 solo tra i registrati; tra cui i più assidui risultano essere Google, Airbus, Confederazione europea dei sindacati, Digital Europe, Microsoft, Camera di commercio americana presso l’UE, Facebook e l’Association des Constructeurs Européens d’Automobiles.

Dunque: follow the money, segui il denaro. Sicché, quando gli studenti si rendono conto della fregatura che li aspetta e scendono in piazza, il paternalismo afferra il manganello delle cariche poliziesche; che la ministra Lamorgese vorrebbe giustificare sproloquiando infiltrazioni di quei casseurs che i vecchi genovesi ricordano a loro volta infiltrati da agenti provocatori durante il G8 2001 (e che poi furono scoperti a piazzare finte bombe molotov nella scuola Diaz, per giustificare la mattanza di pacifisti attuata da loro e dai loro colleghi). Lo aveva preconizzato un liberale ottocentesco, lord Acton: “il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente”.