Cronaca

Cos’è davvero il Covid ce lo dirà la storia, ma nel frattempo noi cosa stiamo facendo?

Ulisse è il figlio dodicenne della mia compagna e da due anni vive in una specie di limbo tra vaccini, mascherine, lezioni in presenza ed a distanza, mancanza di socializzazione. Una vita diversa dal suo omonimo della mitologia greca, omen nomen, che incarna il simbolo dell’uomo che riesce a superare le prove della vita con la forza dell’ingegno.

Solo la storia ci dirà cosa abbiamo fatto, e come, con il Covid. La storia ci dirà se l’ingegno che avremmo potuto avere è stato utilizzato da chi la salute dei cittadini avrebbe dovuto proteggere e, spesso, ha lasciato al caso. Eppure, avrebbero dovuto almeno studiare la storia. Ma forse i politici che gestiscono la sanità hanno studiato poco o hanno lacune che la memoria non riesce a coprire.

Il mio amico Pietro mi ha infatti insegnato che gli “increduli” venivano descritti bene nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, dove al capitolo 37 si legge: “In rerum natura,” diceva don Ferrante “non ci son che due generi di cose: sostanze e accidenti; e se io provo che il contagio non può essere né l’uno né l’altro, avrò provato che non esiste, che è una chimera. E son qui. Le sostanze sono o spirituali o materiali. Che il contagio sia sostanza spirituale, è uno sproposito, che nessuno vorrebbe sostenere; sicché è inutile parlarne. Le sostanze materiali sono o semplici o composte. Ora, sostanza semplice il contagio non è; e si dimostra in quattro parole. Non è sostanza aerea; perché, se fosse tale, invece di passare da un corpo all’altro, volerebbe subito alla sua sfera. Non è acquea; perché bagnerebbe e verrebbe asciugata da’ venti. Non è ignea; perché brucerebbe. Non è terrea; perché sarebbe visibile. Sostanza composta, neppure; perché a ogni modo dovrebbe esser sensibile all’occhio o al tatto; e questo contagio, chi l’ha veduto? Chi l’ha toccato?

Sarà dunque un “accidente”? Don Ferrante nega anche quello. In conclusione, la colpa del contagio sarebbe da assegnare a una qualche maligna congiunzione astrale, contro cui l’uomo non può nulla. Su questi fondamenti, non usò nessuna precauzione contro la peste: la prese e andò a letto a morire. Ma la stessa storia ci insegna che anche la peste, batterio non virus che ha fatto moltissimi morti, si è esaurita dopo due anni, pur non essendoci né vaccini né antibiotici.

Quanti increduli abbiamo incontrato in questi due anni? Gli increduli dei vaccini, gli increduli delle cure, gli increduli di chi non ha nemmeno provato a curare, gli increduli delle mascherine e di piani pandemici obsoleti. Persone, non scienziati, che hanno chiuso le nostre vite e che hanno “incasellato” i cittadini sudditi in modo che seguissero, uno dopo l’altro, la religione di qualcuno.

Ma come tutte le religioni occorre essere critici e rispettare chi crede. Ma non bisogna imporle a prescindere. E qui ho imparato dalle parole di un altro amico, Vittorio (87 anni), che mi ha inviato le sue riflessioni: “Ma Dio esiste davvero o è solo l’invenzione di qualche furbacchione? Alla prima parte della domanda, vorrei poter rispondere con un “SI” convinto, ma vorrei anche poter rispondere alla seconda parte della domanda con un “NO” altrettanto convinto, senza alcun residuo dubbio, perplessità o tentennamento. Nel caso della prima alternativa, accetterei con serenità tutto quello che mi è accaduto e mi accade, considerandolo come imperscrutabile manifestazione della Sua volontà; nella seconda alternativa, potrei finalmente considerarmi ateo e quindi libero da condizionamenti religiosi”.

In realtà non ci sono scienze esatte come non ci sono religioni che non possano porre dei dubbi ai credenti. Noi, poveri cittadini, ci saremmo solo aspettato un maggior impegno dalla politica che gestisce la nostra vita in salute e la nostra morte.

La storia che studierà Ulisse della sua gioventù dirà la vera verità, dettata dal tempo. Ma proprio oggi a riempire alcuni spazi vuoti si inserisce The Lancet che, sul periodo iniziale della pandemia nel nostro Paese dice: “Autorità impreparate, popolazione di fronte all’orrore”.

Ma la domanda che lancio a chi mi ha letto fino a qui è questa: oltre a inseguire gli “appestati”, le religioni imposte e le innumerevoli opinioni dei troppi opinionisti, i politici cosa hanno fatto di reale per difenderci dal prossimo virus, visto che questo tutti speriamo che ci lasci a breve come ci ha insegnato la storia?

In questo momento di grandi cambiamenti consiglio ai politici tutti la lettura del mio “ricettario” Vita con Gatto. Potrebbe aprire orecchie troppo chiuse. Per il bene comune, senza interesse privato.