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Macron e Draghi scrivono insieme al Financial Times: “Riformare il patto europeo di stabilità per salvaguardare la ripresa”

Già prima della pandemia le regole fiscali europee "avevano bisogno di essere riformate. Sono oscure e troppo complesse. Abbiamo bisogno" di un quadro normativo "credibile, trasparente e capace di contribuire all’ambizione di costruire un’Europa più forte, sostenibile ed giusta",  osservano i due presidenti. L'Eliseo: "Consultati anche altri leader"

Il quotidiano britannico Financial Times ospita oggi un intervento a doppia firma siglata dal presidente francese Emmanuel Marcon e dal presidente del Consiglio italiano Mario Draghi. I due leader riconoscono all’Unione europea e alla Banca centrale europea il merito di aver predisposto un’adeguata una risposta alla crisi innescata dalla pandemia. Un insieme di interventi che hanno permesso all’economia di reggere il colpo e di instradarsi sulla via della ripresa. Guardando al domani Draghi e Marcon sottolineano però come serva “più spazio di manovra” per fare gli investimenti necessari a sostenere la crescita e garantire il welfare delle nuove generazioni e le regole del Patto di stabilità “non devono impedirci di farlo”.

Già prima della pandemia le regole fiscali europee “avevano bisogno di essere riformate. Sono oscure e troppo complesse. Abbiamo bisogno” di un quadro normativo “credibile, trasparente e capace di contribuire all’ambizione di costruire un’Europa più forte, sostenibile ed giusta”, osservano Draghi e Macron . “Non c’è dubbio sulla necessità di ridurre il livello del nostro indebitamento – scrivono i presidente – ma non possiamo pensare farlo attraverso maggiori tasse o tagli insostenibili alla spesa sociale”. L’Italia è il paese più esposto con un debito che ha superato il 150% del Pil ma subito dopo si posiziona la Francia ormai salita al 120%.

“Il programma Next Generation Eu (il pacchetto di aiuti stanziato da Bruxelles contro la pandemia, ndr) è stato un successo, nella sua valutazione della qualità della spesa pubblica e nella sua modalità di finanziamento (che ha previsto una parziale condivisione della garanzia sui bond emessi a tal fine, ndr). In quanto tale, offre un utile modello per il futuro. Nuove proposte meriteranno una discussione approfondita, non offuscata dall’ideologia, con l’obiettivo di servire al meglio gli interessi dell’Ue nel suo insieme. La prossima presidenza francese del Consiglio Ue avrà l’obiettivo di sviluppare una strategia globale condivisa per il futuro dell’Unione. L’Ue deve riaccendere lo spirito che ha guidato l’azione intrapresa all’inizio della pandemia”, aggiungono Draghi e Macron.

Dopo gli accordi del Quirinale siglati con la Francia lo scorso novembre e dopo l’incontro con il nuovo cancelliere tedesco Olaf Scholz, Roma prosegue dunque il suo gioco a doppia tra Parigi e Berlino, allo scopo di dare più consistenza al suo ruolo internazionale senza però subire eccessivamente l’influenza di uno dei due principali attori europei.

“Draghi e Macron non hanno lavorato di nascosto alla Tribuna pubblicata oggi sul Financial Times, hanno consultato diversi leader, in particolare il cancelliere tedesco Olaf Scholz“: lo hanno sottolineato fonti dell’Eliseo a proposito “dell’iniziativa italo-francese di dare una nuova prospettiva alla governance Ue”. “Si è trattato soltanto di lanciare un dibattito – hanno precisato le fonti – al quale contribuiranno nelle prossime settimane di presidenza francese dell’Unione europea altri Stati membri. Il testo di Draghi e Macron è stato condiviso con altri leader Ue ma a nessun altro è stato proposto di aggiungere la sua firma“. I temi del “nuovo modello di crescita e investimenti che vogliamo saranno il leit motiv della presidenza francese dell’Unione europea da gennaio. Si tratta di discutere insieme la strategia sull’Europa che vogliamo nei prossimi 10 anni”, aggiungono le stesse fonti.