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Il Comune di Genova tira dritto sull’ospedale Galliera: un nuovo edificio incomberà sull’area vincolata

Il Comune di Genova ha nuovamente approvato il lotto 1 del progetto definitivo del Nuovo Ospedale Galliera.

Si tratta di una riproposizione del progetto, senza l’originaria previsione di nuove residenze, che è stato annullato dal Tar Liguria su ricorso di alcuni cittadini residenti nel quartiere genovese di Carignano e per il quale il Galliera ha presentato appello, pendente al giudizio del Consiglio di Stato.

Un progetto di grande impegno economico, limitandosi all’esame della sola scatola ospedaliera, i cui costi (154 milioni di euro) saranno totalmente a carico delle finanze pubbliche. Il nuovo edificio, a forma di monoblocco, incomberà sul corpo monumentale vincolato, saturando l’area circostante e impedendone la visuale.

Come ricorda la professoressa Francesca Mazzino, ordinario di Architettura del Paesaggio presso l’Università di Genova, “l’Ospedale Galliera costituisce un’eccezionale testimonianza storica dell’opera di Maria Brignole Sale che precorse i principi contemporanei dell’assistenza pubblica: volle, infatti, offrire cure e servizi per la salute anche alla popolazione più indigente utilizzando le conoscenze e le tecniche più avanzate del suo tempo. L’ospedale Galliera costituisce un esempio unico, anticipatore dei principi dell’architettura del paesaggio del Novecento che estese il suo campo operativo alla progettazione di spazi verdi specialistici, tra i quali i cosiddetti ‘giardini terapeutici’ con funzioni specificamente legate alla cura e alla riabilitazione dei degenti. L’impianto dei giardini è perciò di notevole interesse per la storia dell’architettura del paesaggio perché il rapporto tra edifici e spazi aperti, la composizione e la scelta delle specie vegetali è confrontabile con altri complessi ospedalieri, centri di cura e sanatori europei”.

Italia Nostra da anni si batte per la difesa dell’intero complesso monumentale. Ci si domanda, legittimamente, cosa ne sarà del II lotto, quello relativo alla parte monumentale, e dei restanti padiglioni? A quali funzioni saranno destinati? Con quali finanze sarà concluso il progetto dei bracci monumentali, che, ad oggi, non è definito? Quanti danari costerà effettuare l’adeguamento antisismico della parte storica? Infatti i lotti, che nelle carte presentate dal Galliera dovrebbero essere inscindibili, sono stati immotivatamente separati, perdendo, così, la visione organica del progetto complessivo.

Molti sono i rilievi critici al progetto approvato che Italia Nostra ha, nel corso del tempo, sollevato in diverse sedi. Profili di carattere ambientale (per il nuovo scavo), di consumo di suolo (un nuovo edificio), di conservazione dei padiglioni monumentali, di criticità economiche per la sostenibilità dell’opera, di politica sanitaria per uno squilibrio territoriale con altre porzioni di città prive di adeguata offerta ospedaliera, di adeguato dimensionamento del nuovo ospedale per le esigenze sanitarie (in 20 anni i posti letto sono ridotti ad un quarto da 1.200 a 400), di aspetti paesaggistici, di mobilità (per un accesso compresso sul lato mare).

Nella Conferenza dei Servizi si è proceduto all’approvazione in assenza dell’autorizzazione paesaggistica, mentre la Soprintendenza aveva espresso motivato dissenso, per la pendenza del procedimento di apposizione del vincolo indiretto, in seguito all’accoglimento del ricorso di Italia Nostra da parte del Consiglio di Stato.

L’Associazione si è quindi rivolta al ministro Franceschini chiedendo che si opponga e convochi nuovamente i Comitati Tecnico Scientifici Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che già si erano espressi suggerendo di favorire “il mantenimento delle destinazioni d’uso e la conservazione del costruito, privilegiando operazioni di restauro, riparazione e ricucitura urbana piuttosto che l’inserimento di elementi volumetrici fuori scala rispetto al contesto”. In tale occasione i Comitati avevano proposto di apporre un vincolo di rispetto a maggior tutela del complesso ospedaliero.

Italia Nostra da sempre ritiene più saggio ed economico ripensare alla complessiva riorganizzazione degli spazi disponibili, a maggior ragione, alla luce delle nuove sfide ed emergenze sanitarie che ci troveremo ad affrontare nei prossimi decenni.

Perché Renzo Piano, che come la Duchessa di Galliera è un genovese celebre nel mondo e attivo a Parigi attualmente proprio con la realizzazione del più grande e moderno ospedale di Francia, non si cimenta in una rispettosa opera di restauro e rinnovamento delle strutture esistenti per ricreare un’organica cittadella della salute nel verde, così come voluta dalla Duchessa di Galliera, ma aggiornata alle esigenze attuali?