Trash-Chic

La reggia di Venaria celebra Napoli e Torino. Qual è la capitale più bella del reame? Fra “Fomo” e partyfobici il gran ballo Di Meo di cacciatori e prede

The Cal, il calendario cult Pirelli, dimenticatevelo adesso c’è quello firmato dal maestro Massimo Listri. E Vittorio Sgarbi, è sempre l’ultimo. Ops, arriva il giorno dopo..

Ancora una volta Generoso e Roberto Di Meo hanno fatto centro… Anzi Bingo! Alla faccia dei fomo. Chi sono costoro? Quelli che temono il fear of missing out… che non se ne vogliono perdere una. Immaginatevi dopo un anno e mezzo di lockdown e di forzato digiuno mondano. Musica per i partyfobici, quelli che…non mi stare troppo vicino che mi aliti addosso.

Il G20, uno sbadiglio. Meglio della Sala del Quirinale con ammuffiti politici e politicanti la magnificenza della corte sabauda risplende. Ribatezzato il G600 dove la G sta per Generoso. E la Reggia di Venaria sfida la storia e in una notte accoglie nelle sue sale due capitali, Napoli e Torino. Un destino che poi è diventato comune quando Napoli ha perso lo scettro del Regno delle due Sicilie e Torino quella di Prima Città d’Italia. Ma il mal comune (senza il mezzo gaudio) non ha cancellato bellezza dei luoghi sabaudi fermati dall’obiettivo di Massimo Listri per il Calendario realizzato dall’Associazione Vini ad Arte dei Di Meo brothers, produttori di vino irpino conosciuto nel mondo grazie al cocktail nostalgico che mischia storia, cultura e frisson mondani. Il Calendario/cult compie 21 anni e diventa maggiorenne. Vittorio Sgarbi firma la prefazione, Maurizio De Giovanni e Mario Martone pennellano la Napoli borbonica.

Sul tappeto rosso della corte davanti a giochi d’acqua mozzafiato il meglio dell’imprenditoria made in Italy e made in sud in gran rispolvero: l’architetto Benedetto Camerana ( il nipotissimo di Gianni Agnelli), Arturo Artom, Amedeo Clavarino, Stefano Pierini, Francesco e Mimmo Tuccillo, Gigi Mingione, Olindo Preziosi, Giorgio Nocerino, Aldo Mignogna. Il maculatissimo principe Luca Pignatelli, versione predatore con artigli con la sua preda catturata, Margaret Berg, bella da schianto. Black and red, i colori della caccia alla volper per Lady Donatella Viggiani.

Baciamani e inchini per le principesse reali Maria Gabriella di Savoia, Beatrice di Borbone e Elena von Hessen (nipote di Mafalda di Savoia). Cani da caccia al guinzaglio e plumage, colli di volpe e occhi di pavoni, arco e frecce per l’artista di origine serba Maria Djuric e l’ex Miss Italia Arianna Novaco, Barbara Lambrecht con Mahrez Souid, Luisa Beccaria, Annamaria Tuccillo e Rosita Puca, Carla Milesi di Gresy, Angela Fittipaldi, un’opera d’arte vivente. Mentre “cornisti” in livrea rossa tirata a lucido davano fiato ai corni da caccia.
Chi scrive, indossava un abito lungo setoso verde bosco, con piume di struzzo fatto su misura dal più bravo di tutti, Antonio Riva.
Il Covid ha fatto annullare la tappa l’anno scorso a Firenze: “Che bello ritrovarsi tutti qui, di nuovo” Generoso e Roberto alzano i calici del rosè con bollicine. Sponsor che vincono non si cambiano: Che bello ritrovare Giuseppe Colombo, in arte Gallo, le elegantissime calze in filo di Scozia, con motivi ispirati al calendario, sono un gentile omaggio. Posso solo immaginare che all cena quirinalesca dopo il dessert lì tutti a nanna, qui, serviti trionfi di mont blanc, sculture di gianduiotti, finalmente, giù maschere e mascherine, si balla.