Cronaca

Milano, il quartiere Giambellino avrà un medico di base: dopo la petizione su Change è arrivata la disponibilità di una dottoressa

La dottoressa Biazzi, farmacista, nei giorni scorsi aveva rivolto una petizione ai candidati sindaci della città (consultabile su Change.org). Un medico l'ha letta e ha dato la propria disponibilità a lavorare in zona. Nel quartiere nel frattempo è stato organizzato un presidio per chiedere un intervento risolutivo

Il quartiere Giambellino di Milano avrà un medico di base. Ce l’ha fatta Valeria Biazzi, la farmacista firmataria della petizione che su Change.org ha raccolto in poco tempo 34mila firme. Chiedeva ai candidati sindaci di intervenire per colmare una mancanza in corso da fine giugno, quando il dottor Veneroni era andato in pensione dopo decenni di servizio. Quasi duemila persone anziane e malate rimaste senza un dottore nelle vicinanze: ne avevano trovato un altro, ma a distanza di chilometri, oppure erano in attesa che ne arrivasse uno nella loro area. Nei giorni scorsi hanno risposto su Change Giuseppe Sala, Luca Bernardo e Gianluigi Paragone.

“Il consigliere di municipio Vito Piccolo era in contatto con una dottoressa, che ha letto della nostra petizione e si è detta disponibile a prestare servizio qui“, spiega Biazzi. “Può prendere in carico circa 2mila pazienti”. Anche di questo si è parlato nel corso del presidio del 30 settembre al Giambellino, al quale ha partecipato anche il presidente del Municipio 6 Santo Minniti. “Siamo contenti, ma è chiaro che non basta. Ora è necessario che i soggetti incaricati di fare le assegnazioni dei medici di base prendano delle decisioni per risolvere il problema anche sul lungo termine”, continua Biazzi. “Perché fra un anno o due saremo nella stessa situazione. Molti medici di questa zona sono prossimi alla pensione e fra non molto potrebbe ricrearsi il vuoto di prima“. Quindi, cosa si dovrebbe fare? “L’Ats a mio avviso dovrebbe emettere bandi per quartiere, non per distretti che equivalgono ai municipi”. Perché questi ultimi sono disomogenei: il Municipio 6, per esempio, si estende da Porta Genova al Giambellino. Una zona molto centrale e ben servita da mezzi e servizi la prima, un’area periferica, più isolata e molto popolosa la seconda. La concentrazione di medici finisce per essere maggiore nei quartieri più vicini al centro della città. Secondo alcuni dati chiesti all’Ats dall’Agenzia Dire, i medici di base su tutto il territorio cittadino di Milano sono 2.096. Quelli convenzionati sono così suddivisi: 65 nel municipio 1, 116 nel municipio 2, 70 nel municipio 3, 100 nel municipio 4, 76 nel municipio 5, 96 nel Municipio 6, 103 nel municipio 7, 118 nel municipio 8 e 109 nel municipio 9. Il contratto dei medici di medicina generale prevede, salvo eccezioni, che ciascun medico assista al massimo 1.500 pazienti adulti.

Rimane il tema delle agevolazioni di cui potrebbero beneficiare i dottori che prestano servizio al Giambellino, un modo per incentivarli a scegliere questa zona rispetto ad altre: “I cittadini erano disposti ad autotassarsi con cinque euro al mese per pagare l’affitto dello studio del medico”, prosegue Biazzi. “Lo faranno, se sarà necessario. Abbiamo risolto la situazione in modo temporaneo, e solo in questa zona. Al Ronchetto, per esempio, rimane il problema. Per una sistemazione a livello complessivo, secondo me, deve esserci un cambiamento di rotta dall’alto. Ripeto: i bandi per quartiere e non per municipio”.