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Cannabis legale, Bonino: “Cacciari critica referendum con Spid e cita Chiara Ferragni? C’è sempre qualche pensoso burlone che straparla”

Le critiche di Cacciari sul referendum con firma digitale? C’è sempre qualche pensoso burlone che straparla. È del tutto evidente che Cacciari non ha mai letto la legge istitutiva del referendum e non ha mai raccolto mezza firma”. Così, ai microfoni di Radio Radicale, la senatrice di Più Europa, Emma Bonino, risponde a distanza al filosofo Massimo Cacciari, il quale in un editoriale sull’Espresso e nella stessa emittente radiofonica ha espresso perplessità sul referendum con firma digitale, paventando il rischio di una democrazia di influencer e citando come esempio Chiara Ferragni.

La senatrice spiega: “Innanzitutto un referendum costa circa un milione di euro, perché ogni firma sulla piattaforma per lo Spid costa 1,05 euro. Dopodiché gli adempimenti non sono i clic, ma le certificazioni. C’è poi la Cassazione che deve procedere alle verifiche e successivamente la Corte Costituzionale che deve controllare tutto nel merito. È, insomma, una procedura complessa e faticosa. Quindi, queste burle sarebbe meglio non dirle”.

Emma Bonino chiede poi l’intervento del governo per risolvere l’impasse relativo al referendum sulla cannabis legale: pur essendoci 600mila firme, 1400 Comuni, come Milano e Bologna, non hanno inviato ancora al comitato promotore i certificati elettorali di tre quarti dei sottoscrittori.
La senatrice osserva: “Riccardo Magi in Parlamento ha fatto una proposta sensata, e cioè quella di spostare la data di scadenza di questo referendum al 30 ottobre, in modo da allinearla a quella relativa agli altri referendum. Non voglio accusare i Comuni e capisco che siano oberati dalle imminenti elezioni amministrative, però tutto questo non può ricadere sul comitato promotore – conclude – perché noi le firme le abbiamo raccolte. Ho parlato col presidente dell’Anci, Antonio Decaro, che è intervenuto e che ringrazio. Mi auguro che le amministrazioni responsabili, dell’Interno, della Giustizia o di chi diavolo sia, trovino rimedio a questa situazione di cui noi e i 600mila firmatari siamo vittime. Il governo deve risolvere questa situazione”.