Cronaca

Covid, green pass per eventi come in Francia? Figliuolo: “Potrebbe essere una soluzione per una spinta” alla campagna vaccinale

Il commissario per l'emergenza: "Siamo a 58 milioni di inoculazioni con 24 milioni e 200mila cittadini completamente vaccinati, siamo intorno al 45%: un dato importante ma non basta. Dobbiamo intercettare i cosiddetti indecisi"

La nuova strategia francese per cercare di respingere lo tsunami della variante Delta piace anche all’Italia. Per convincere gli ultimi irriducibili del vaccino, “quella di utilizzare il green pass per vari tipi di eventi, così come in Francia, potrebbe essere una soluzione per una spinta. Poi per chi non l’avrà c’è anche il tampone, bisogna comunque rispettare la Costituzione” ha detto il commissario per l’Emergenza Covid, Francesco Figliuolo, a Tg2 Post, commentando l’annuncio del presidente francese Emmanuel Macron che ha anche comunicato che entro il 15 settembre il personale sanitario dovrà essere vaccinato introducendo l’obbligo per gli operatori sanitari.

La campagna vaccinale sta proseguendo nonostante qualche rallentamento dovuto al cambio di utilizzo dei vaccini a vettore virale (solo per gli over 60) e a un taglio pari al 5% del vaccino più utilizzato in Italia ovvero quello di Pfizer-Biontech:”Siamo a 58 milioni di inoculazioni con 24 milioni e 200mila cittadini completamente vaccinati, siamo intorno al 45%: un dato importante ma non basta. Dobbiamo intercettare i cosiddetti indecisi. Insieme alle regioni stiamo mettendo a punto una serie di iniziative: pensiamo alle ‘notti magiche’, a open day e open night, ma ci deve essere anche maggior coinvolgimento dei medici di base, pediatri e farmacisti, affinché rassicurino i rinunciatari. Il raggiungimento di questo numero di incerti è fondamentale per raggiungere l’immunità di gregge” ha spiegato il generale.

Intanto a dibattito scientifico e non solo ancora aperto sulla terza dose Figliuolo si dice pronto: “Siamo attrezzati per la terza dose, ma credo che sia più un richiamo. Non si sa ancora della reale necessità, ma noi siamo attrezzati. Abbiamo aderito attraverso l’Ue per prenderne grossi quantitativi e avere anche una scorta. Per quella fase dovremo uscire dalla logica degli hub: utilizzare al massimo le capacità dei medici di base, pediatri e farmacisti. Si dovrà andare in una logica strutturale. Noi siamo organizzati per poter fare il richiamo a tutta la popolazione”.