Cronaca

Variante Delta, il governo inglese ferma i tifosi: “Non andate a Roma per i quarti di finale”. Rafforzati i controlli in aeroporti e stazioni

A disposizione della Federcalcio inglese ci sono 2.500 biglietti. Il sottosegretario alla Salute Costa: "Nessuno che arrivi da mercoledì in poi potrà andare allo stadio". La raccomandazione delle autorità di Londra è la stessa che arriva da vari scienziati italiani. Solo Bassetti è ottimista: "Non vedo perché dovremmo preoccuparci"

La sottosegretaria al Commercio del governo britannico, Anne-Marie Trevelyan, ha invitato i tifosi inglesi a non raggiungere Roma per assistere al match di sabato sera dei quarti di finale di Euro 2020 contro l’Ucraina, in programma sabato 3 luglio. “Ovviamente è difficile non sorridere nel vedere tutte quelle meravigliose bandiere sventolare, ti rende così orgoglioso del fatto che la nostra squadra abbia fatto così bene la scorsa notte (superando la Germania, ndr)”, ha dichiarato Trevelyan a Sky Sport Uk: ciononostante, l’appello del governo è “di tifare la nazionale da casa e di esultare davanti alla tv più forte che si può. Sono sicura che coglieremo questa opportunità per supportare il più possibile la nostra fantastica squadra”, ha detto. A disposizione della Federcalcio inglese ci sono 2.500 biglietti sui 16mila posti occupabili allo stadio Olimpico. L’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato ha ricordato che è ancora in vigore l’ordinanza del ministero della Salute datata 18 giugno che impone la quarantena di cinque giorni a tutti coloro che provengono dalla Gran Bretagna, e che la quarantena “deve essere rispettata”. Il che, se si vuole assistere al match, è impossibile, visto che tra la qualificazione (raggiunta ieri) e il quarto di finale i giorni sono solo quattro.

Il ministero dell’Interno, a quanto si apprende, sta lavorando a un piano per rafforzare i controlli in vista del match di sabato che prevede il potenziamento della sorveglianza in aeroporti, stazioni e sulle principali arterie autostradali. La quarantena, fanno notare fonti qualificate, “verrà fatta rispettare alla lettera” e “non saranno concesse deroghe”. “Chiediamo il rispetto della legge e attenzione rispetto alla problematica della variante Delta. Informeremo i cittadini inglesi sulle nostre regole. Questo pomeriggio le pubblicheremo in lingua inglese sui nostri social”, fa sapere il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Nel pomeriggio a Radio Kiss Kiss Napoli sul tema si è espresso il sottosegretario alla Salute Andrea Costa: “Sono chiaro e netto, i tifosi inglesi non potranno venire in Italia a guardare la partita. Ci sono cinque giorni di quarantena, la regola deve essere rispettata. Non possiamo correre rischi. Nessun tifoso inglese che arriva oggi in Italia potrà andare allo stadio“. E sulle semifinali e la finale ancora in programma a Wembley aggiunge: “Far giocare le gare di Euro2020 in Inghilterra non è opportuno. Ricordo le parole di Boris Johnson, che quando i contagi erano bassi auspicava di disputare le partite in Inghilterra. Il quadro oggi è mutato. L’Italia può ospitare la finale. Siamo di fronte ad un evento organizzato come Euro2020 ed i tempi sono stretti ma c’è una pandemia in corso e servono scelte straordinarie. Giocare in Italia è ipotesi da prendere in considerazione”.

La raccomandazione delle autorità di Londra, peraltro, è la stessa che arriva da vari scienziati italiani. “Bisognerebbe avere la forza” di dire ai supporter inglesi di non venire, ha detto proprio questa mattina il primario di Infettivologia a Tor Vergata Massimo Andreoni: “In un momento in cui in Inghilterra sta circolando questa variante (la variante Delta, ndr) e stiamo cercando di mettere dei limiti per chi arriva in Italia, dire che tutto va bene mi sembra inaccettabile“. E per Giovanni Maga, direttore dell’istituto di Genetica molecolare al Cnr di Pavia, “il fatto che ci possano essere gli stadi semivuoti, se questo serve a proteggere le persone, non può essere considerato un problema. Ci sono regole che normano la circolazione tra Paesi e vanno rispettate. Se questo vuol dire avere un minor numero di persone sugli spalti dobbiamo farcene una ragione. La sicurezza viene prima”. “Mi auguro che i tifosi inglesi non arrivino a Roma. La circolazione della variante Delta in Gran Bretagna è così intensa e fuori controllo che è opportuno evitare un’apertura ampia”, dice invece all’Adnkronos Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute per l’emergenza coronavirus e docente di Igiene all’università Cattolica di Roma. “È bene che vengano fatti tutti i controlli agli aeroporti e che vengano fatte passare solo persone vaccinate, immuni o con tamponi negativi. Tutti i controlli devono essere fatti con il massimo rigore perché da quella zona, così come dalla Russia, in questo momento arriva il maggior rischio”.

Anche secondo il virologo della Statale di Milano Fabrizio Pregliasco l’arrivo dei tifosi dalla Gran Bretagna “è un guaio, perché – spiega – è chiaro che la probabilità di contagio con un singolo contatto è bassa, ma più contatti ci sono e più sarà facile avere una situazione di rischio e quindi di potenziale infezione”. Insomma, “c’è la possibilità di una fregatura – avverte Pregliasco – e non so quanto il Green pass in questa fase iniziale abbia un effetto così sistematico, quindi non so anche quanto allo sbarco in aeroporto, o nei confronti di chi arriverà con mezzi diversi, si riesca a controllare”. Del resto, aggiunge, “prevedere cinque giorni di quarantena costerebbe ai tifosi una barcata di soldi“. E allora come difendersi? “Bisogna chiudersi in casa, nella capanna, e aspettare che la buriana passi”. Mentre il primario infettivologo del San Martino di Genova Matteo Bassetti si dimostra ottimista: “Oggi abbiamo un protocollo molto chiaro per chi viene e va dall’Inghilterra. Non vedo perché dovremmo preoccuparci. O decidiamo che gli inglesi non debbano più venire in Italia con quello che ne consegue dal punto di vista economico, oppure una partita di calcio è una partita di calcio. L’Europeo itinerante è stato un bel segnale di ritorno ad una normalità, seppur controllata. È una delle poche cose giuste fatte dalle istituzioni europee in questi mesi”, dice a Radio Cusano Campus.