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Scuola, appello dei genitori di Reggio Emilia e Modena: “I doppi turni d’ingresso per il Covid danneggiano gli studenti. Servono più mezzi”

Mamme e papà si Modena e Reggio Emilia guardano con preoccupazione al prossimo anno. Oggi infatti "gli orari differenziati, le uscite fino al pomeriggio inoltrato e i lunghi tempi di trasferimento casa/scuola, fanno prevalere il disagio e mettono in seria difficoltà famiglie, alunni e organizzazione scolastica"

“Non possiamo arrivare a settembre impreparati. Per il nuovo anno scolastico serve finalmente la garanzia di un servizio di trasporto pubblico adeguato alle esigenze della popolazione scolastica del territorio”. A lanciare questo appello ai vertici di governo, regione e uffici scolastici, sono i genitori delle province di Modena e Reggio Emilia. Mamme e papà non ne vogliono più sapere di doppi turni per far lezione e vogliono più mezzi per poter risolvere il problema.

“La nostra preoccupazione – si legge nella lettera firmata dai coordinamenti dei presidenti dei consigli d’istituto di Modena e Reggio; dal coordinamento “Genitori Democratici”; dall’Age di Modena; dal comitato “Priorità alla scuola” delle due città – è che questo disagio si protragga anche nel prossimo anno scolastico. A seguito del Decreto legislativo 52 del 22 aprile scorso che innalza la percentuale di presenza minima degli studenti al 70%, a causa della inadeguatezza del trasporto scolastico, le scuole hanno dovuto attivare un doppio orario di entrata (8 – 10) e di uscita (13/14 – 15/16). Tale misura è stata imposta dalle due prefetture per ottemperare a quanto previsto nel decreto senza poter scendere al di sotto della soglia minima prevista”. A seguito della mobilitazione di studenti e famiglie, a Modena dopo due giorni è stato ripristinato il turno unico, mentre purtroppo persiste ancora a Reggio Emilia e provincia.

I mittenti della lettera mettono in risalto i danni causati dalla doppia entrata a scuola: “Premettiamo che abbiamo sempre desiderato che tutti i ragazzi delle scuole superiori potessero lasciare la dad e frequentare la scuola in presenza. Tuttavia, gli orari differenziati, le uscite fino al pomeriggio inoltrato e i lunghi tempi di trasferimento casa/scuola, fanno prevalere il disagio e mettono in seria difficoltà famiglie, alunni e organizzazione scolastica, ad un anno dall’inizio della pandemia”.

In queste due realtà, a detta dei genitori, il problema dei mezzi non è stato risolto a differenza di altre città in regione. A spiegare la situazione al fatto.it è Alberto Rebecchi, presidente consiglio istituto del liceo “Selmi” di Modena e coordinatore della Rete dei presidenti dei consigli di istituto di Modena e Provincia.

Il primo tema che Rebecchi affronta è quello dei bus: “A Modena arrivano 22mila ragazzi dalla Provincia. Qui c’è un problema di bilanciamento tra ciò che deciderà il governo e ciò che potranno fare le Regioni. Se continuiamo ad avere lo stesso numero di mezzi a fronte di una percentuale troppo alta di presenze a scuola non potremo risolvere la questione”.

Altro tema: i doppi turni. “Non possiamo – osserva il presidente – permetterci di ripartire con due turni. Lei ha mai visto un ragazzo che torna da scuola alle 16 e che deve tornare a studiare nel tardo pomeriggio per l’indomani? E lo sport? E le sue passioni, dove vanno a finire?”. Rebecchi sa che è impossibile prevedere le scelte dei decisori, ma auspica che sia data ai prefetti la massima flessibilità e possibilità di intervento a settembre.