Motori 2.0

Stellantis, questa storia di Carlos Tavares mi fa venire in mente ‘Kill Bill’ di Tarantino

di Carblogger

Avete davanti a voi dieci anni di programmi e speranze? Beati voi. Il Piano di rinascita e resilienza ne ha cinque, Mattarella 8 mesi, l’immunità di un vaccino anti-Covid 9. Forse.

Solo Carlos Tavares, ceo di Stellantis, ha detto al congresso di Automotive News (facendomi sobbalzare) di aver dato dieci anni ai capi dei 14 marchi del matrimonio combinato Psa-Fca perché assicurino vita e sviluppo a ognuno di loro. “Quanti top manager nel mondo” hanno questa possibilità, sostiene a ragione?

In un’epoca in cui i visionari sono quasi tutti ex visionari con guai in famiglia o furbetti della criptovaluta, Tavares mi è sembrato un messia. Anche se non ha né il fisico né il tono del profeta. È piuttosto uno spigoloso che è sempre andato giù duro sui processi di elettrificazione della mobilità, salvo adeguarsi e non per ultimo. Una volta al chiuso di una saletta a un metro da me (era pre-Covid) l’ho visto quasi sbranare una collega di Le Monde per una domanda sull’elettrico (unico italiano infiltrato in una riunione tra francesi). Se c’è da liberare del veleno, non si tira indietro. Meglio, uno chiaro.

Tavares è salito al cielo questa volta, ribadendo che i marchi di Stellantis restano 14 nel piano industriale che svelerà entro la fine dell’anno. L’aveva già detto nei giorni della fusione ma quasi nessuno gli aveva creduto. Perché siamo moderni: i sacrifici umani si fanno dopo, non prima come un tempo per ingraziarsi gli dei.

“Amiamo tutti i marchi, non si uccide ciò che si ama” ha invece detto al congresso con toni messianici. Ricevendo ovazioni da casi disperati come Lancia o apparentemente effimeri come Abarth e DS. Certo, ai manager alla guida di ognuno viene “data una possibilità. Se vincono li applaudiremo, se perdono vedremo cosa fare”. Siamo di nuovo moderni: non dovrebbero finire sepolti vivi.

Ora, questa storia di Tavares che non uccide mi fa venire in mente per vie molto traverse Kill Bill di Tarantino, dove uccidere per vendetta diventa un atto etico. Un po’ come se Lancia, fatta fuori anni fa, rinascesse per andare a cercare chi l’ha data per morta e vendicarsi. Ma meglio delle mie turbe, vedetevi (o rivedetevi) il film.

Certo che qualche concessionario Tavares lo ucciderà sul serio dopo aver dato disdetta all’intera rete europea dall’1 giugno 2023. Obiettivo dichiarato: più efficienza. Obiettivo non dichiarato: taglio di costi. In tempi di margini sempre più magri e investimenti sempre più corposi richiesti all’industria dal decisore politico, il discorso vale per tutti.

La realtà è che oggi nelle concessionarie si vendono auto più o meno nello stesso modo di quando non c’era internet. Un po’ come capita nei quotidiani, che si fanno più o meno nello stesso modo di quando non c’era il digitale. Mi aspetto altre dolorose disdette.

@carblogger_it