Economia

Decreto Sostegni bis, la bozza: aiuti ancora in base al fatturato perso ma si può cambiare il periodo di riferimento. Stop al canone Rai

Le partite Iva potranno scegliere se ricevere automaticamente la stessa cifra già avuta in aprile oppure fare una nuova richiesta legata alla perdita subita nel periodo 1 aprile 2020 - 31 marzo 2021 rispetto all'anno 1 aprile 2019 - 31 marzo 2020. Ennesimo rinvio della plastic tax al primo gennaio 2022. Lo smart working nel settore privato prorogato fino al 30 settembre

I nuovi contributi a fondo perduto saranno calcolati anche questa volta come percentuale del fatturato perso. L’unica novità, stando alle bozze del decreto Sostegni bis atteso in consiglio dei ministri questa settimana, è che le partite Iva potranno scegliere se ricevere automaticamente la stessa cifra già accreditata dalle Entrate in aprile sulla base del primo decreto del governo Draghi oppure fare una nuova richiesta di ristoro con un diverso periodo di riferimento: non la perdita registrata lo scorso anno rispetto al 2019, ma la differenza tra il periodo 1 aprile 2020 – 31 marzo 2021 e l’anno tra 1 aprile 2019 e 31 marzo 2020. Un’opzione che può risultare più conveniente per le attività chiuse a causa delle restrizioni anti Covid ma rimaste escluse dalla prima tranche di aiuti del 2021 perché prive del requisito di aver perso nell’intero 2020 almeno il 30% del fatturato. La bozza stabilisce anche l’ennesimo rinvio dell’entrata in vigore della plastic tax al primo gennaio 2022. Lo smart working nel settore privato verrà prorogato fino al 30 settembre 2021.

La cifra complessiva a disposizione è di 14 miliardi, di cui 11 per la replica degli aiuti distribuiti con il primo decreto Sostegni. Restano identiche anche le percentuali di ristoro: 60% della perdita per chi nel 2019 abbia fatturato fino a 100.000 euro, 50% sopra i 100mila e fino a 400mila, 40% sopra i 400mila e fino a 1 milione, 30% sopra 1 milione e fino a 5 milioni, 20% sopra i 5 milioni e fino ai 10. Oltre quella soglia non spetta, ancora una volta, alcun ristoro.

Gli aiuti, dunque, non saranno commisurati alle spese vive sostenute dalle imprese come auspicato più volte dalle categorie. In compenso arrivano nuove esenzioni fiscali e crediti di imposta. Il pagamento del canone Rai sarà sospeso per pub, bar e ristoranti. Viene riproposto ed esteso fino a maggio 2021, per tutte le attività economiche e non solo per le strutture turistiche, il credito di imposta del 60% sugli affitti commerciali. La tassa sui rifiuti sarà ridotta a discrezione dei Comuni, che ricevono un fondo ad hoc di 600 milioni. Previste anche l’esenzione dal versamento della prima rata Imu per i beneficiari dei ristori e lo stop alla tassa di occupazione del suolo pubblico normalmente pagata per i dehors. Entrambe, così come lo stop al canone, stando alla bozza potrebbero essere anticipate già in fase di conversione del Sostegni 1. La norma sulle bollette compare come titolo ma è ancora da scrivere.

Per le famiglie ci sono sue nuove mensilità di reddito di emergenza ‘allargato’, con norme che consentono di accedere più facilmente al sostegno economico, e vengono stanziati 500 milioni per aiuti alimentari e contributi per gli affitti.

Gli under 36 che comprano una prima casa potranno accedere al Fondo di garanzia sui mutui ora riservato agli under 35. Inoltre non dovranno pagare l’imposta di registro e l’imposta ipotecaria e catastale e vedranno dimezzati gli onorari notarili. Le agevolazioni non riguardano l’acquisto di case di prestigio e valgono per gli atti stipulati fino al il 31 dicembre 2022. Prevista poi l’esenzione dell’imposta sui finanziamenti per l’acquisto e la ristrutturazione delle abitazioni.