Politica

Governo, Fassina: “Conte e Gualtieri non vanno discussi. Renzi interpreta gli interessi forti e col suo 2% non può dare le carte”

Renzi? Il motivo politico dello scontro con Conte non sono le slide del Recovery Plan o qualche progetto che andava definito meglio. Il punto politico è un altro: Italia Viva vuole spostare l’asse del governo verso gli interessi più forti, perché interpreta un sentimento largamente prevalente nell’establishment. Basta leggere i giornali che hanno proprietà molto ben definite. E questo, a mio avviso, è inaccettabile, né si può andare avanti con Renzi che continua ad accennare a Draghi o a governi istituzionali“. Sono le parole pronunciate ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, dal deputato di LeU, Stefano Fassina, che analizza dettagliatamente la situazione politica attuale.

Fassina spiega: “Giuseppe Conte non è certo Che Guevara, ma ha dato maggiore attenzione a tutta una serie di interessi sociali che erano molto a margine. Basti pensare al blocco dei licenziamenti e allo stesso reddito cittadinanza, che, pur con tutti i suoi limiti, ha attutito le conseguenze sociali su oltre sei milioni di persone. E, come ben sappiamo, c’è chi vuole smantellarlo e vuole superare in modo generalizzato il blocco dei licenziamenti. Noi invece dobbiamo fare in modo che quelle priorità rimangano al centro dell’agenda. Questo – continua – è lo scontro vero con Renzi: quali interessi sociali devono avere la priorità nella fase di ricostruzione che abbiamo di fronte? Se non rimane forte l’asse M5s-Pd-LeU con la garanzia di una figura di equilibro come Conte e con Gualteri al Ministero dell’Economia, noi arretriamo e tornano protagonisti quegli interessi che nel voto del 2018 erano stati ridimensionati. Chi punta a rompere quest’asse in realtà vuole attrarre il Pd verso posizioni centriste che faticosamente Zingaretti cerca di evitare in un partito che ancora è molto sulla scia della fase renziana“.

Il parlamentare si sofferma sulle consultazioni: “Bisogna fare presto. Mi preoccupa la durata di questo passaggio, perché siamo in emergenza sanitaria, economica e sociale: noi avremmo dovuto già approvare il decreto Ristori 5, coi 32 miliardi che sarebbero dovuti già arrivare alle partite Iva e ai lavoratori in cassa integrazione. E invece siamo ancora lontani. Mi preoccupa questo gioco di poker che va avanti sulle spalle di un Paese che non se lo può permettere. Mi preoccupa che ieri si sia avviata una discussione sul programma senza coinvolgere chi poi dovrà gestirlo in prima persona, cioè Giuseppe Conte. Credo che nella giornata di oggi questo punto debba essere sciolto: va coinvolto Giuseppe Conte al tavolo del programma – prosegue – perché su indicazioni di tutti i gruppi parlamentari di maggioranza, eccetto Italia viva, Conte è il presidente del Consiglio indicato. Mi preoccupa leggere che viene messo in discussione il ministro dell’Economia. Per me Gualtieri va riconfermato, perché, nonostante i nostri passati scontri sulla revisione del Mes, abbiamo bisogno di un ministro politico e lui ha dimostrato di avere sensibilità sociale, qualità piuttosto assente nel Mef degli ultimi anni, e di saper ascoltare il Parlamento. Questi nodi vanno tutti sciolti nella giornata di oggi, non possiamo perdere un’altra settimana in discussioni con Renzi che continua coi suoi rilanci”.

Fassina puntualizza: “In questo quadro le elezioni sono un’alternativa credibile, cioè il piano B, perché, se non ci sono come alternativa sul tavolo, ci consegniamo alla misericordia del senatore Renzi. Chi col suo 2% non ha alcun rilievo fuori dal Palazzo non può dare le carte. Spero che oggi con saggezza e con equilibrio le delegazioni che incontreranno il presidente Fico pongano la questione del coinvolgimento di Conte per portare avanti il confronto sul programma e che domani il passaggio al Quirinale possa essere di svolta – conclude – perché noi abbiamo più tempo da perdere, tenendo anche conto che le elezioni sono una possiiblità in democrazia. Renzi? Mi pare che da parte degli italiani ci sia stato un giudizio largamente condiviso di inaffidabilità su Italia Viva. Dopodiché con realismo abbiamo il dovere di tentare di costruire una maggioranza seria che deve avere come asse il rapporto M5S-PD e debba avere come agenda l’interesse per le fasce più deboli”.