Cronaca

Vaccini, i ritardi di Pfizer e le difficoltà delle Regioni. Dalle campagne sospese al timore di non avere le dosi per i richiami – la mappa

Il taglio alle consegne deciso dall'azienda statunitense ha costretto i singoli governatori a riprogrammare i piani previsti: in Toscana e Friuli la somministrazione della prima dose è sospesa, in Lombardia e Campania per ora solo un rallentamento. Luca Zaia avverte: "In Veneto ci servono 110mila dosi per i richiami, al momento abbiamo 42mila". La sua Regione è tra quelle che ha somministrato di più senza tenere le scorte, ma anche una delle più penalizzate dai ritardi

La Toscana annuncia che la somministrazione delle prime dosi di vaccino anti-Covid è sospesa per un tempo ancora da definire. La Valle d’Aosta, allo stesso modo, ha sospeso la sua campagna, garantendo per ora solo l’iniezione delle seconde dosi. Ma è tutta la campagna vaccinale in Italia che sta rallentando: il motivo sono i tagli nella consegna delle dosi deciso improvvisamente e unilateralmente da parte di Pfizer, che costringono a stravolgere i piani finora previsti. Il rischio, denunciato anche dalla Fondazione Gimbe nel suo ultimo monitoraggio, è di rimanere senza le fiale necessarie per effettuare tutti i richiami, che da protocollo devono avvenire 21 giorni dopo (con un margine di 48 ore) rispetto alla prima inoculazione. Le Regioni, specialmente quelle che avevano fatto più vaccini tre settimane fa (come Campania e Veneto) temono di non avere a disposizione tutte le seconde dosi se Pfizer dovesse ritardare ancora le consegne. Per questo, tra governatori si sta discutendo un meccanismo di solidarietà: “Ci sarà un riequilibrio“, ha confermato mercoledì Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna e della conferenza delle Regioni.

Il primo a lanciare l’allarme è stato il governatore del Veneto, Luca Zaia: “Ci servono 110mila dosi per i richiami. Al momento abbiamo 22.230 dosi dell’ultima fornitura più altre 20mila in magazzino”, ha spiegato nel punto stampa del 20 gennaio. “Avevamo un programma prudenziale – ha spiegato – e ci servono tutte queste dosi, ma non pensavamo che ci fosse il taglio del 50%. Comunque per questa settimana ne veniamo fuori, poi vedremo”, ha aggiunto il governatore leghista. Il programma “prudenziale” a cui Zaia fa riferimento è l’indicazione che il commissario Domenico Arcuri aveva dato a tutte le Regioni: tenere sempre un 30% di dosi di scorta, proprio per evitare che eventuali imprevisti potessero compromettere la fase dei richiami. L’ipotesi di un ‘meccanismo di solidarietà’ tra Regioni dovrebbe prevedere che chi ha conservato più dosi ne cederebbe una parte a quelle che hanno somministrato di più senza tenere le scorte. Le Regioni più virtuose però fanno resistenza e non accettano di essere penalizzate per aver rispettato le indicazioni date dallo stesso governo.

Le disparità non sono dovute solamente alle scorte tenute in magazzino. Pfizer, che si occupa direttamente della distribuzione del suo vaccino alle Regioni, ha infatti deciso unilateralmente una differente riduzione delle consegne. Sei Regioni (Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Umbria e Valle d’Aosta) non hanno subito nessun taglio nella settimana in corso. La Provincia autonoma di Trento è stata invece tra quelle più penalizzate, registrando un meno 60% di dosi. A Bolzano il taglio è stato del 57%, per il Veneto del 53% e per il Friuli del 54%. A confermare le criticità è anche Bonaccini per la sua Emilia-Romagna: “Regioni come la nostra sono state colpite in maniera più pesante“. A limitare il problema delle carenze potrebbe essere appunto una nuova disposizione sul riequilibrio nella distribuzione per le Regioni più svantaggiate dagli ammanchi della casa farmaceutica.

Intanto la Toscana, in attesa della nuova spedizione di vaccini prevista il 25 gennaio, ha sospeso la somministrazione della prima dose Pfizer già dallo scorso 18 gennaio e fino a un tempo indefinito. Anche la Valle d’Aosta – che ha superato il 93% di dosi di vaccino Covid-19 somministrato – ora ha deciso di concentrarsi solo sui richiami. Ma i rallentamenti riguardano tutta la Penisola: “Abbiamo dovuto dimezzare il numero dei vaccini”, lamentano i governatori leghisti delle Regioni. In Lombardia è stata annunciata la modifica alla programmazione rallentando le prime dosi: in alcuni ospedali lombardi sono esaurite le scorte e perciò sono state “riallocate” le dosi. Al Policlinico San Matteo non erano garantiti i richiami del 25 gennaio e nemmeno le consegne dei vaccini alle cliniche Maugeri, Mondino, Città di Pavia e alle 13 Rsa che dipendono dal Policlinico.

Nel Lazio, che ha subito una decurtazione del 30% delle dosi previste, “i ritardi Pfizer – spiega l’assessore Alessio D’Amato – impongono priorità nella somministrazione delle seconde dosi per completare la copertura”. In Campania il governatore Vincenzo De Luca spiega che “i ritardi dei giorni scorsi hanno prodotto una forte diminuzione nelle vaccinazioni”. L’ulteriore riduzione prevista per la prossima settimana “rischia di bloccare del tutto le somministrazioni, determinando una situazione gravissima e inaccettabile”. Alla Mostra d’Oltremare di Napoli sono già state del tutto fermate le prime dosi. Al momento non c’è una data per la ripresa, si farà un primo bilancio delle scorte per i richiami all’inizio della prossima settimana, all’arrivo della nuova spedizione di Pfizer.

Ecco la situazione, Regione per Regione:
VALLE D’AOSTA. Superato il 93% delle dosi disponibili somministrate, anche se non ha subito ritardi la Regione ha deciso di sospendere la campagna garantendo comunque la seconda dose.
PIEMONTE. Il piano continua regolarmente anche se, in vista dell’arrivo di 17mila dosi in meno rispetto a quanto previsto, l’Unità di crisi sta cercando di riprogrammare le somministrazioni insieme con le Asl. Priorità viene comunque data alle seconde dosi.
LIGURIA. Prosegue sia la somministrazione delle prime vaccinazioni sia la campagna di richiami. Da fine febbraio partirà la vaccinazione dei circa 170 mila ultra88enni.
LOMBARDIA. Rallenta la campagna a causa dei ritardi delle consegne da parte di Pfizer. Per questo la fine della prima fase slitta dal 28 febbraio all’11 marzo.
TRENTINO ALTO ADIGE. La Regione ha registrato un 60% in meno di dosi arrivate. Nonostante tutto, le somministrazioni programmate potranno essere garantite. La Provincia di Bolzano attualmente sta effettuando solo i richiami del vaccino Pfizer.
VENETO. Il presidente Luca Zaia ha affermato che le dosi ci sono ancora per la prossima settimana e che ci si augura che il ripristino delle dosi Pfizer avvenga presto. La Regione vorrebbe estendere la campagna vaccinale da metà mese anche agli over 75.
FRIULI VENEZIA GIULIA. La Regione fa sapere che sono disponibili dosi soltanto per i richiami, sospendendo temporaneamente – fino a febbraio – la prima dose a chi ne aveva fatto già richiesta, circa 3.000 persone.
EMILIA-ROMAGNA. Tutto procede secondo il cronoprogramma nonostante i ritardi delle consegne. Confermate le 8mila dosi per il richiamo di questa settimana e le 62mila della prossima.
TOSCANA. Sospesa a tempo indefinito la somministrazione delle prime dosi Pfizer: garantiti i richiami. Vanno avanti le prime dosi di Moderna per il personale dei servizi di emergenza-urgenza e ai volontari impegnati nei soccorsi.
UMBRIA. Il programma prosegue regolarmente, visto che la Regione non ha subito riduzioni. Completata la somministrazione della prima dose Pfizer al personale sanitario e socio-sanitario degli ospedali e delle altre strutture. Nessun problema, rassicura il vice commissario per l’emergenza, per le prossime settimane grazie alle scorte del 30%.
LAZIO. Sospesa, al massimo per quattro giorni, la somministrazione della prima dose per concentrarsi solo sui richiami. Non subirà invece slittamenti il piano per gli over 80: le prenotazioni partiranno il 25 gennaio e le somministrazioni cominceranno il 1 febbraio.
MARCHE. La Regione, che non ha subito riduzioni nella fornitura di vaccini Pfizer-Biontech, sta per completare i richiami della fase 1. Tra il 25 e il 27 gennaio previsto l’arrivo 1.700 vaccini Moderna.
ABRUZZO. Proseguirà senza ritardi – visto che non c’è stato un taglio alla consegne – la seconda fase dei vaccini con il richiamo previsto per circa 20mila persone.
MOLISE. Anche qui nessun ritardo nelle consegne. Dal 27 dicembre sono state effettuate circa 6.600 prime vaccinazioni anti Covid e ci si avvia ora ai richiami per altre 6.600 dosi.
CAMPANIA. Le vaccinazioni sono rallentate, priorità ai richiami. Il governatore Vincenzo De Luca denuncia il dimezzamento delle dosi e annuncia iniziative a tutela della Regione.
BASILICATA. In attesa dell’arrivo delle nuove fiale di Pzifer, la Regione – che non ha avuto tagli – può contare anche su una scorta del 30% delle dosi finora consegnate.
PUGLIA. Le Asl hanno ridotto il numero di inoculazioni giornaliere. Il rallentamento è stato deciso per essere certi di poter garantire i richiami con le scorte attuali.
CALABRIA. La Regione, che è sempre ultima nella graduatoria per numero di somministrazioni con poco più del 50% delle dosi somministrate, proseguirà regolarmente secondo il piano di vaccinazione.
SICILIA. Nessun rischio per i richiami, anche se la Regione annuncia che sosterrà eventuali azioni contro Pfizer per il ritardo nelle consegne delle dosi.
SARDEGNA. Avviata la seconda fase di richiami agli oltre 24mila tra operatori socio sanitari, dipendenti e pazienti di Rsa e volontari, a cui è stata già inoculata la prima dose.