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Germania, nelle zone focolaio spostamenti limitati a un raggio di 15 km: polemiche per la nuova misura voluta dal governo

I dati dei contagi e dei morti hanno costretto la cancelliera a una stretta ancora maggiore, ma le restrizioni agli spostamenti non è stata digerita da diversi Länder e che si scontra con una crescente stanchezza da parte della popolazione. Il tabloid Bild definisce "il più assurdo di sempre" il documento siglato martedì. E anche il sindacato di polizia definisce la norma inapplicabile

Con l’Istituto Robert Koch che continua a comunicare dati preoccupanti sui contagi e sul numero di morti, il governo tedesco si è trovato costretto a decidere un altro giro di vite. Il lockdown prolungato fino a fine gennaio assomiglia sempre di più alle misure più dure della scorsa primavera. Anzi, l’accordo raggiunto dalla cancelliera Angela Merkel con i 16 Stati federali prevede anche una nuova restrizione: per la prima volta – a riprova di quanto la situazione sia ritenuta grave – la Germania ha anche deciso di limitare gli spostamenti dei propri cittadini. Nello specifico, non si potrà muoversi oltre un raggio di 15 chilometri nelle zone rosse ad alta incidenza del virus. Una norma che però non è stata digerita da diversi Länder e che si scontra con una crescente stanchezza da parte della popolazione. Il tabloid Bild definisce “il più assurdo di sempre” il documento siglato dalla Merkel, mentre anche il sindacato di polizia protesta per un provvedimento che ritiene inapplicabile: “La polizia può fare solo controlli mirati, non su tutta la linea”.

Nel giorno in cui in Germania vengono segnalate 21.237 nuove infezioni e ci sono altri 1.019 i morti nelle 24 ore, il governo di Angela Merkel è ancora alle prese con le critiche esterne e le divisioni interne, non più e non solo per la questione vaccini. La proroga del lockdown introdotto a metà dicembre prevede la chiusura di scuole, bar, ristoranti e molti negozi. Ma sono soprattutto le nuove restrizioni a creare polemiche. Innanzitutto, è stato disposto che gli incontri tra privati sono consentiti solo con i membri della propria famiglia e, inoltre, con un massimo di una persona di un’altra famiglia. Poi, è previsa una drastica restrizione alla libertà di movimento per chi vive nelle zone “rosse”, ovvero quelle in cui c’è un’incidenza settimanale di oltre 200 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. Per chi abita in queste aree, è stato introdotto il divieto di muoversi fuori da un raggio di 15 chilometri.

Alcuni Länder però stanno contestando l’applicazione integrale di questa nuova limitazione. In Turingia, ad esempio, uno dei Land più colpiti dal Covid nella seconda ondata, la restrizione dei 15 chilometri è solamente “consigliata“. La Bassa Sassonia a sua volta ha annunciato che al momento non ha intenzione di introdurre la nuova norma, se uno dei suoi distretti dovesse superare la soglia di incidenza prevista. Anche il Baden-Wuerttemberg ritiene ancora aperta la questione e ha lasciato in sospeso l’applicazione del provvedimento. Poi ci sono le proteste dell’Associazione tedesca delle città e dei comuni: la misura è “difficilmente controllabile”, ha spiegato Gerd Landsberg al Rheinische Post.

La stessa contestazione mossa dal sindacato di polizia tedesca: perché le regole funzionino, ha detto il presidente Rainer Wendt, servono “multe dissuasive“. Il raggio dei 15 chilometri però è difficilmente controllabile: “Con l’aumento delle normative, la densità dei controlli diminuisce perché la polizia non può essere aumentata a volontà”. Landsberg contesta anche il fatto che questa misura “avrà un effetto”, sottolineando che esistono numerose eccezioni, ad esempio i pendolari. Esistono anche dubbi su come calcolare i 15 chilometri: a Berlino, ad esempio, si pensa di farli “partire” dal confine della città.