Scienza

Primo volo taxi per la Nasa, Crew Dragon di Space X ha portato quattro astronauti sulla Stazione spaziale

Il razzo Falcon è decollato dal Kennedy Space Center, a Cape Canaveral, in Florida, negli Usa, con tre americani e un giapponese, il secondo equipaggio ad essere lanciato dopo il test di maggio

E alla fine è successo, come previsto e come sognato da sempre da Elon Musk. SpaceX ha lanciato nella notte quattro astronauti sulla Stazione spaziale internazionale con il primo vero volo taxi per la Nasa da parte di una compagnia privata.

Il razzo Falcon è decollato dal Kennedy Space Center, a Cape Canaveral, in Florida, negli Usa, con tre americani e un giapponese, il secondo equipaggio ad essere lanciato da SpaceX. La navicella Crew Dragon, chiamata Resilience dal suo equipaggio alla luce delle numerose sfide di quest’anno, in particolare il Covid-19, ha raggiunto l’orbita nove minuti dopo. Dovrebbe raggiungere la Stazione spaziale internazionale e rimanervi fino a primavera.

È la prima missione operativa dell’agenzia spaziale Usa, dopo lo storico lancio di prova dello scorso maggio che portò sulla Iss altri due cosmonauti, restituendo agli Stati Uniti la possibilità di lanciare una navicella spaziale dal suolo americano con un razzo made in Usa, nove anni dopo lo Space Shuttle. “Quello che stiamo facendo è passare da un volo di prova a voli operativi” aveva affermato l’amministratore capo della Nasa, Jim Bridenstine. “Sono molto orgoglioso che stiamo per restituire all’America la possibilità di effettuare lanci regolari di astronauti dal suolo americano, e a bordo di un razzo e di un veicolo spaziale statunitensi”, aggiunge.

Gli astronauti sono il comandante Michael Hopkins, il pilota Victor Glover e la specialista di missione, Shannon Walker, e uno dell’Agenzia spaziale giapponese (Jaxa), il giapponese Soichi Noguchi. Ad attenderli sulla Stazione orbitante, l’americana Kate Rubins, ingegnere di volo, e i due cosmonauti russi, il comandante Sergey Ryzhikov e l’ingegnere di volo Sergey Kud-Sverchkov. I quattro astronauti resteranno sulla Iss sei mesi, durante i quali svolgeranno diversi esperimenti scientifici: dal funzionamento di organoidi su chip per lo studio di muscoli e polmoni alla capacità dei batteri di rompere le rocce, dagli orti spaziali ai test su alcune parti delle future tute spaziali, fino allo studio del comportano nello spazio di cervello, sistema immunitario e dell’orologio biologico del corpo.