Trash-Chic

Professione erede dello zar. Ma è solo un influencer (e i Romanoff non c’entrano niente)

Di questi tempi va di moda, come la finta Kelly, anche il falso Rolex. Ma oggi smascherare una fake news è diventato un gioco da ragazzi

Il ragazzo, chioma bionda e fluente, occhio azzurro, all’anagrafe risulta Carlo Alberto, ma per darsi un tocco aristocratico, al suo cognome Maccan, si aggiunge Romanoff. E visto che di professione fa l’influencer, che vuol dire tutto e niente, comincia la sua arrampicata a colpi di piccozza sui social. I suoi 178mila follower su Instagram lievitano anche a colpi di bot (servizi reperibili online a pagamento). Carlo Alberto cura il look come una modella il suo book: un giorno è in posa sullo sfondo di dune rosse come Lawrence d’Arabia; un altro clic e lo troviamo all’ombra della Tour Eiffel o a Verona, mentre si affaccia dal balcone di Giulietta e Romeo. Si autoproclama testimonial di Dior, Paciotti, YSL, Ralph Lauren. Studia anche un’allure da nobile esiliato e un look stravagante che oggi definiremo “gender fluid”. Piovono inviti a feste e vernissage, fa comparsate televisive e anima le notti di locali alla moda fra Londra e Montecarlo. Si ingioiella e scintilla come un ex voto tanto le gioie sono a uso gratuito. Si fa addobbare dallo stilista di turno e diventa un marchio ambulante. Fin qui, nulla di male, se non fosse che trasforma il suo cognome d’origine in “Maccanovic Romanoff”. E, visto che ogni principe ha bisogno di uno stemma, ecco che Maccan si attribuisce quello unificato della famiglia “Maccan-Romanoff” raffigurante uno scudo con l’aquila imperiale a due teste sul lato sinistro, usurpando, in tal modo, anche l’eredità araldica della dinastia imperiale russa, che ha per oggetto l’aquila bicipite con in petto San Giorgio che uccide il drago. Con tanto di stemma nobiliare è pronto per la scalata all’alta aristocrazia papalina, spendendosi come Principe Maccan Romanoff alla festa della Principessa Ruspoli tenutasi nel Palazzo Ruspoli a Cerveteri.

Le sue incursioni mondane filano lisce fino a quando, al Maccan, che asserisce falsamente sui media e in società di essere membro della famiglia imperiale russa discendente degli zar, arriva una lettera, anzi tre, dai legali di S.A.I. il Granduca George di Russia su mandato della Cancelleria della Casa Imperiale. La famiglia imperiale Romanoff si adopera ad approfondire la questione del sedicente Maccan Romanoff tramite araldisti russi e esperti internazionali nelle genealogie imperiali. Le lettere, in russo, inglese e italiano, arrivano anche alla redazione de ilfattoquotidiano.it. Intanto l’avvocato Alessandro Verga Ruffoni ha sporto querela alla Procura della Repubblica di Treviso dove il Maccan risiede (senza né castello, né scudieri). Sarà per questo, che sul suo sito albertomaccan.com compare una scritta: “Il cognome Romanoff e/o Romanov non fa alcun riferimento alla famiglia Imperiale né allude ad alcun tipo di discendenza diretta”

P.S. – Se al Maccan dovesse andar male e si vedrà costretto a cancellare il cognome Romanoff, può sempre provare ad appiccicarsi quello dei Windsor. Magari i reali inglesi, presi dalle stravaganze mediatiche di Meghan, non se ne accorgono.

Riceviamo e pubblichiamo

Gentili Signori,
in riferimento all’articolo in oggetto, pubblicato sulla testata online ilfattoquotidiano.it in data 29 settembre 2020 e da me solo di recente esaminato, mi permetto di segnalare la presenza di numerose inesattezze.

L’articolo si fonda su un assunto clamorosamente falso: che mi qualificherei abusivamente quale discendente della famiglia imperiale dei Romanov. Vi si legge, in particolare, che avrei “trasformato” il mio cognome d’origine, Maccan, in “Maccanovic Romanoff”, che mi sarei attribuito uno stemma nobiliare facente riferimento a una non meglio identificata “famiglia Maccan Romanoff”. Ma, soprattutto, che avrei pubblicamente e ripetutamente asserito “di essere membro della famiglia imperiale russa discendente degli zar”, tra l’altro spendendomi “come Principe Maccan Romanoff alla festa della Principessa Ruspoli tenutasi nel Palazzo Ruspoli a Cerveteri”.

Nessuna di queste affermazioni, tuttavia, risponde al vero: non ho mai affermato – né in privato né in occasioni mondane – di essere discendente degli Zar; e l’utilizzo della denominazione Carlo Alberto Maccan Romanoff, al quale ricorro sui social, evidentemente non può dare a intendere che io faccia parte o sia discendente della famiglia imperiale Romanov. Ciò tanto più per la ragione che nel mio sito internet (albertomaccan.com) ho avuto cura di precisare che “Il cognome Romanoff e/o Romanov non fa alcun riferimento alla famiglia Imperiale né allude ad alcun tipo di discendenza diretta”.

Anche tralasciando i sarcastici riferimenti al mio aspetto fisico (capaci di integrare fenomeni oggi sempre più tristemente diffusi sul web, noti come sexual blaming e body shaming) ed alla mia attività palesemente svilita (se non irrisa) l’articolo si mostra, allora, gravemente lesivo della mia dignità e del mio operato professionale. Vi chiedo dunque di rimuoverlo dal sito online ilfattoquotidiano.it, ovvero di pubblicare, nella medesima pagina, le precisazioni contenute nella presente comunicazione.

Certo dell’attenzione che vorrete dedicarmi formulo distinti saluti.
Alberto Maccan