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“Microsoft tratta per comprare TikTok”. L’indiscrezione dopo le minacce di Trump: “Potrei ordinare ai cinesi di vendere”

Lo riporta il New York Times citando fonti vicine al dossier. Non è chiaro quanto sia avanzato lo stato dei negoziati tra il gruppo fondato da Bill Gates e il social media valutato circa 100 miliardi di dollari. La commissione per gli investimenti stranieri negli Usa ha un'indagine aperta e un gruppo di senatori del Partito repubblicano ha paventato interferenze nella campagna elettorale delle presidenziali di novembre. Pechino: "Garantire un ambiente aperto, equo, giusto e non discriminatorio" per le compagnie cinesi

Microsoft è in trattative per acquistare la popolare app TikTok, attualmente controllata dalla cinese ByteDance. Lo riporta il New York Times citando fonti vicine al dossier. Non è chiaro, si spiega, quanto sia avanzato lo stato dei negoziati tra il colosso informatico fondato da Bill Gates e il social media valutato circa 100 miliardi di dollari. La notizia arriva dopo settimane di annunci da parte dell’amministrazione Usa di una stretta imminente: a inizio luglio il Segretario di Stato, Mike Pompeo, aveva annunciato che era allo studio la messa al bando della app. E il presidente Usa Donald Trump ha ribadito la minaccia anche nelle scorse ore aggiungendo però che potrebbe ordinare alla società cinese di cedere la sua quota.

Il social media cinese – di recente utilizzato dagli oppositori di Trump per gonfiare artificialmente le presenze previste alla convention di Tulsa, poi rivelatasi un flop – è finito nel mirino della Casa Bianca nell’ambito del braccio di ferro diplomatico con Pechino. Un gruppo di senatori del Partito repubblicano ha puntato il dito contro app paventando interferenze nella campagna elettorale delle presidenziali di novembre. Ora c’è un’inchiesta a carico del social media condotta dalla commissione per gli investimenti stranieri negli Usa, che dovrà presentare la sue raccomandazioni al presidente indicando se la app pone un rischio per la sicurezza nazionale ed in caso debba essere messa al bando.

Nei giorni scorsi il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin aveva ribadito che la Cina “non ha alcun interesse a interferire e non interferirà nelle elezioni Usa” e ha chiesto di “garantire un ambiente aperto, equo, giusto e non discriminatorio” per le compagnie cinesi che operano negli Usa.