Cronaca

Mattarella: “Non possiamo rimuovere la crisi coronavirus. Libertà non è fare ammalare gli altri”

Il presidente della Repubblica si rivolge a chi chiede “più libertà” e a chi crede che l’emergenza sia finita ricordando che fino a 4 mesi fa i morti in un solo giorno erano 800: “Altrove il rifiuto o l’impossibilità dei comportamenti che ci fanno guardare al futuro con più fiducia provoca drammatiche conseguenze”

Ha ringraziato i Paesi che si sono dimostrati solidali con l’Italia e ha invitato a tenere alta la guardia e il rispetto delle misure per contenere il contagio perché “la libertà non è fare ammalare gli altri”. Ma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricordando che “esattamente 4 mesi fa sono morti in un solo giorno oltre 800 concittadini”, ha soprattutto sottolineato che “non possiamo e dobbiamo rimuovere” la crisi causata dal coronavirus “per rispetto dei morti, dei sacrifici affrontati dai nostri concittadini, con comportamenti che oggi ci permettono di guardare con maggiore fiducia. Altrove il rifiuto o l’impossibilità di quei comportamenti ha provocato o sta provocando drammatiche conseguenze“. Poi ha ricordato che ora l’obiettivo primario è la “riapertura regolare delle scuole”, perché “il sistema Italia con può permettersi di dissipare i nostri talenti”. Intervenuto durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale – cerimonia di consegna dei premi giornalistici da parte dell’Associazione stampa parlamentare -, Mattarella ha sostenuto con forza la necessità del rispetto delle misure per contrastare la diffusione della pandemia e ha evidenziato a più riprese la svolta nelle trattative con l’Europa dopo i negoziati sul Recovery Fund, dove “abbiamo assistito a un inimmaginabile cambio di paradigma politico e istituzionale”.

La cautela sulla pandemia è un “richiamo prezioso e opportuno. C’è infatti la tendenza a dimenticare e a rimuovere esperienze sgradevoli – ha detto Mattarella -. Forse non era immaginabile che la rimozione affiorasse così presto mente nel nostro Paese continuano a morire persone per il virus. È un motivo per non abbassare le difese”, ha continuato a pochi giorni dal dibattito parlamentare che ha determinato la proroga dello stato di emergenza al 31 ottobre. Una misura fortemente contestata dalle opposizioni, che hanno parlato anche di “deriva liberticida”. Emblematico anche l’atteggiamento del leader della Lega Salvini, che è stato più volte richiamato in aula al Senato perché non indossava la mascherina. E durante il convegno a Palazzo Madama – al quale ha partecipato anche Andrea Bocelli che, sommerso da una valanga di critiche dopo il suo intervento, ha chiesto scusa – si è spinto oltre, dichiarando che non aveva il dispositivo di protezione e che non se lo sarebbe messo. Ma, avverte Mattarella, il pericolo del coronavirus è “ancora attuale” come in Italia e nel mondo dimostrano il numero dei morti e dei contagi.

“Su alcuni punti non posso esprimermi per doveroso rispetto delle prerogative“, ma “sottolineare come il pericoloso del virus sia attuale, è importante. Nel nostro Paese continuano a morire pazienti e anche una sola vittima è motivo di dolore“, ha continuato. “Mentre nel mondo muoiono migliaia di persone e l’apertura delle comunicazioni mette a rischio anche Paesi che pensavano di essere al riparo dalla fase più critica – aggiunge – Io conservo da marzo i prospetti quotidiani sui contagi, i ricoveri e le vittime. Li ho riletti tutti. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare ciò che è avvenuto, con concittadini in terapia intensiva e medici che profondevano sforzi immani”.

Mattarella ha poi ricordato il risultato raggiunto dall’Italia in Europa, e auspica che la sua apertura “non si chiuda per una visione miope, ma guardi al futuro e a tutti gli aspetti della vita comunitaria“. Gli accordi, dice, sono “di portata storica” e aprono “una nuova strada” per l’unità continentale. “Nessuno avrebbe potuto affrontare e vincere da solo questa sfida – ha detto -. Uniti si è più forti. Abbiamo assistito a un inimmaginabile cambio di paradigma politico e istituzionale della Ue. L’Italia ha trovato condivisione e solidarietà da altri Paesi. La qualità e le formule profondamente innovative messe in campo hanno una portata straordinaria e manifestano un’ambizione di significato storico”. Fondamentale adesso sarà lavorare per utilizzare al meglio i fondi negoziati in ambito europeo, che “è la cornice entro cui collocare la sapiente difesa degli interessi dei nostri concittadini. In questo ambito noi italiani siamo chiamati a fare la nostra parte e a utilizzare le risorse nell’ambito di un programma tempestivo, concreto e efficace”. Inoltre, ha aggiunto, “il desiderio di cambiamento non attiene solo alle singole persone, ma su un piano generale riguarda e si esprime anche davanti ai rapporti tra i vari Paesi. Il virus non ha confini. Ringrazio ancora le nazioni che ci hanno aiutato, perché da soli non si va lontano”.