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Delrio: “Migranti? Abbiamo fatto passi in avanti ma non basta. Renzi vuole cambiare soglia 5% della legge elettorale? I patti si rispettano”

Ocean Viking? Rispetto allo scorso anno, quando assieme ad altri parlamentari ero sulla Sea Watch, io e il Pd non abbiamo cambiato affatto idea. Dobbiamo continuare a lavorare perché si restringano sempre più i tempi per le autorizzazioni allo sbarco della navi in Italia. Si possono fare benissimo tutte le operazioni dando dignità di sbarco a terra”. Sono le parole pronunciate ai microfoni di “24 Mattino” (Radio24) dal capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, circa lo sbarco della Ocean Viking nel porto di Porto Empedocle e gli 11 giorni trascorsi prima che il governo autorizzasse la nave a sbarcare in Italia.

E spiega: “Rispetto molto il lavoro della ministra Lamorgese e degli altri ministri implicati in queste operazioni. Penso che abbiamo fatto dei passi avanti rispetto alle politiche di Salvini, che usava i migranti come propaganda, però sinceramente non sono sufficienti. Bisogna fare sempre meglio nel futuro e avere meccanismi più rapidi. Un anno fa ero sulla Sea Watch perché i migranti erano stati sequestrati per diversi giorni e si diceva che non sarebbero sbarcati senza ricollocamenti. Oggi – continua – come nel caso della Ocean Viking, le ricollocazioni si possono fare anche avendo fatto sbarcare le persone. Credo, però, che con la proposta che stiamo definendo conclusivamente sui Decreti Sicurezza, allora apparirà chiara la vera discontinuità col precedente governo. E’ una discontinuità ancora è un po’ timida oggi, ma ci sarà in maniera molto più sostanziale“.

Il parlamentare dem si pronuncia sul taglio del numero dei parlamentari e sui problemi che potrebbero sorgere se restasse una legge elettorale maggioritaria: “Quando ci fu accordo sul taglio, che noi non volevamo con quella modalità ma con l’abolizione del Senato, facemmo un passo verso i nostri alleati 5 Stelle. Dicemmo però che molte Regioni potevano risultare non rappresentate ad esempio in Senato e che c’era il rischio che solo un partito potesse cambiare la Costituzione. Per questo motivo – prosegue – la legge elettorale è un argomento non da poco, non è un giochino politico, ma serve per difendere la Carta costituzionale. Renzi sta ripensando sulla soglia di sbarramento al 5% nella legge elettorale? Se uno non rispetta i patti che ha firmato e sottoscritto, è chiaro che la fiducia reciproca viene sicuramente meno e il lavoro diventa più complicato. Ma non credo che nessuno voglia non rispettare i patti. Anche noi avremmo voluto legge elettorali diverse, ma tra i desideri e la difesa della Costituzione, io preferisco la seconda“.

Delrio poi assicura che sul Dl Semplificazione c’è una intesa di massima nella maggioranza e puntualizza: “Per il Pd non contano gli assetti o i cambi di casacca. Conta il fatto di dare risposte efficaci, come ha detto Zingaretti, a una crisi senza precedenti, profondissima, e tutte le sollecitazioni sono costruttive. Non ci interessa cambiare il presidente del Consiglio, maggioranze o ministri. Noi aiutiamo il nostro governo, non lo combattiamo, anche quando facciamo osservazioni o critiche per avere risposte più efficaci per la nostra gente. Poi c’è qualcuno del Pd che non è mai stato convinto dell’alleanza col M5s, ma il nostro partito è quello dei democratici e quindi – aggiunge – il nostro obiettivo è invece quello di cercare un’alleanza sempre più forte coi 5 Stelle sulla base di quelle cose che ci hanno fatto mettere insieme. Questo vale sicuramente anche per le elezioni regionali. Se, per esempio, dici che vuoi la svolta verde ed ecologica, l’ambiente, la scuola e la sanità pubbliche, se dici che queste sono le priorità e non più i migranti o quota 100 come era nel precedente governo, allora è abbastanza singolare che non si riescano a trovare su questi grandi temi convergenze anche nei programmi regionali. Un tentativo e uno sforzo li farei, poi se non si trovano ognuno andrà per sé”.