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Coronavirus, Xi Jinping: “Se la Cina trova il vaccino sarà bene pubblico. Pechino trasparente, doniamo 2 miliardi all’Oms”

Il presidente cinese interviene all'assemblea dell'Oms e difende Pechino, finita nel mirino per i ritardi nella comunicazione dell'emergenza e presunti occultamenti di informazioni. E sull'indagine internazionale sulle origini della pandemia insiste: "Sì ma solo quando l’emergenza sarà sotto controllo"

Interviene all’assemblea dell‘Oms per difendere ancora una volta la Cina che “ha agito con trasparenza e rapidità, fornendo tutte le informazioni in tempo utile e aiutando con tutti i mezzi i Paesi che ne avevano bisogno” nell’emergenza coronavirus. Il presidente Xi Jinping difende così Pechino dagli attacchi internazionali e promette che donerà “2 miliardi di dollari” all’agenzia Onu per combattere Covid-19, garantendo che se la Cina dovesse trovare un vaccino ne farebbe “un bene pubblico mondiale”.

La ricerca per la cura a Sars-Cov-2 è diventata da settimane terreno di scontro geopolitico per gli Usa, dove Donald Trump ha avviato una strategia aggressiva per garantirlo agli Stati Uniti in primis. Ma sul fatto che il vaccino dovesse restare un bene comune aveva insistito anche Macron, dopo le notizie secondo cui il colosso farmaceutico francesco Sanofi avrebbe garantito un canale prioritario a Washington. A inizio maggio era stata la rivista Nature a lanciare l’allarme sulla necessità di coordinamento per lo sviluppo del farmaco in considerazioni degli oltre 90 candidati a diventare il composto profilattico contro il coronavirus. Sì perché la corsa al vaccino che potrebbe proteggere da nuove ondate di Sars Cov 2 è scattata nei laboratori di tutto il mondo e almeno sei gruppi di lavoro sono a buon punto con i test su umani.

Sull’inchiesta promossa dalla risoluzione dell’Unione europea che domani sarà sottoposta all’assemblea dei Paesi membri dell’Oms, Xi ha aggiunto che “ci vorrà un’indagine esaustiva sul Covid-19 basata su scienza e eseguita con professionalità, ma solo quando l’emergenza sarà sotto controllo”. E difendendo la Cina, che in questi mesi è finita nel mirino per i ritardi nella comunicazione dell’emergenza e presunti occultamenti di informazioni, ha aggiunto che “dopo aver fatto attenti sforzi ed enormi sacrifici, abbiamo cambiato il corso sul virus e protetto la vita e la salute del nostro popolo”. Non solo, ha sottolineato il presidente cinese, “abbiamo fornito informazioni all’Oms ed ai Paesi coinvolti nel modo più tempestivo, abbiamo diffuso la sequenza del genoma al più presto, abbiamo condiviso l’esperienza sul controllo e sulle cure con il mondo senza riserve. Abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere per sostenere ed assistere i Paesi in difficoltà”.