Cronaca

Coronavirus, Capua: “Le donne sono più resistenti al virus, come se fossero vaccinate. Saranno motori importanti per la ripartenza”

I dati che arrivano dall’Italia mi sembrano incoraggianti, nel senso che il virus sembra che stia allentando la presa. Io sono cautamente ottimista, speriamo di vedere nelle prossime settimane gli effetti reali delle misure di contenimento”. Sono le parole della virologa Ilaria Capua, direttrice dell’Università della Florida l’One Health Center of Excellence, nel corso di “Dimartedì” (La7).

La scienziata si sofferma sull’importanza della post-quarantena e sulla necessità assoluta di proteggere le persone più fragili e più anziane, perché comunque il virus continuerà a circolare almeno fino a quando non ci sarà un vaccino, cioè per diversi mesi.

E aggiunge: “Un dato che ci sorprende è che le donne sembrano essere quasi più resistenti all’infezione da coronavirus, come se fossero vaccinate. Il rapporto sembra essere otto a due. Noi non sappiamo ancora per quale ragione, ma può essere che le donne rispettino maggiormente le norme igieniche oppure biologicamente siano meno sensibili al virus. Quindi, vorrei invitare chi decide a riflettere su questa ‘rivoluzione gentile’, che potrebbe presentarsi. Magari nella post-quarantena, quando ci sarà il rientro delle persone al lavoro, che ovviamente non avverrà tutto insieme ma per fasce d’età – continua – possiamo pensare di usare la popolazione femminile, un po’ come se le donne fossero dei semafori rossi. Possiamo, cioè, mandare le nostre ‘rose quadrate’, le donne che risolvono i problemi e che saranno i motori più importanti della ripartenza, anche nella ricerca. Quindi, le donne possono andare a lavorare prima e così magari voi uomini troverete l’ufficio in ordine. O forse non troverete più la sedia”.

La virologa spiega che il test sui farmaci nuovi, non solo antivirali, sta andando avanti e che sul vaccino si è ‘ben messi sulla tabella di marcia’. E puntualizza: “Purtroppo non siamo ben messi coi test diagnostici. A questo proposito, vorrei sollevare un punto: se avessimo un test diagnostico per gli anticorpi, questo aiuterebbe moltissimo lo studio della diffusione del coronavirus in tempi reali. La condivisione delle informazioni è l’unico mezzo che abbiamo per combattere la velocità della diffusione dell’epidemia”.

Ilaria Capua torna sull’importanza della post-quarantena, invocando la protezione per le categorie più a rischio, un sostegno alle famiglie e un salvagente per l’economia. E chiosa: “Siccome questo virus sarà con noi per un bel po’ di tempo, bisogna già iniziare a pensare a delle soluzioni. Ad esempio, lo smart working deve veramente entrare a far parte delle nostre vite“.