Tecnologia

Recensione Realme 5, smartphone economico dalla grande autonomia ma dalla dotazione migliorabile

Realme punta a conquistare il mercato europeo combattendo Xiaomi e il suo brand redmi con le loro stesse armi: smartphone dalle grandi qualità a un basso prezzo. In particolare questo Realme 5 si distingue per una grande autonomia, ma deve rinunciare a qualche altra cosa.

Il segreto per conquistare la fascia medio-bassa del mercato è sempre lo stesso: offrire il più possibile al minor prezzo possibile. Lo sanno bene Huawei e Xiaomi, che si sono fatte strada con quest’approccio e lo sa altrettanto bene Oppo, che sta provando a imitare le due aziende cinesi con i prodotti a nome suo e con quelli a brand Realme. Oggi vi parliamo in particolare del Realme 5, uno smartphone in grado di abbinare grandi qualità a un prezzo contenuto.

Attenzione però perché nessuno ha la bacchetta magica, e se il Realme 5 è in grado di offrire un’autonomia enorme grazie all’integrazione di una batteria da ben 5000 mAh, deve per forza di cose cedere il passo altrove. In particolare vanno notate in negativo le scelte di adottare una porta micro USB al posto dell’ormai diffusissima e più universale USB-C, l’assenza del modulo NFC, che non consente quindi i pagamenti tramite smartphone e una risoluzione piuttosto bassa per l’ampio display da 6.5 pollici.

Resta comunque il fatto che è difficile, a 179,99 euro, procurarsi uno smartphone con quell’autonomia e uno spazio di archiviazione di ben 128 GB, per di più espandibili tramite schede di memoria esterne. Il Realme 5 dunque è caratterizzato da luci e ombre com’è inevitabile che sia soprattutto a questi prezzi. Ciascun utente dovrà dunque decidere in autonomia se i pregi superano i difetti rispetto alle proprie esigenze e aspettative.

Design e schermo

Il design del Realme 5 è gradevole, pur senza essere ovviamente innovativo. Le forme sono un po’ anonime forse, ma comunque piacevoli. Gli angoli sono fortemente arrotondati, la scocca è in policarbonato, nobilitata però dagli ormai classici giochi di colore sulla cover, che le donano un aspetto più curato e non la fanno sembrare troppo economica.

Il frontale è dominato dal grande display da 6.5 pollici di diagonale, appena interrotto da un piccolo notch a goccia centrale, nella parte superiore, a cui si aggiunge sul bordo inferiore una cornice, che ne aumenta un po’ le dimensioni ma che nell’insieme non dà troppo fastidio. Tuttavia lo smartphone è abbastanza grande (164.4 x 75.6 x 9.3 mm per un peso di 198 grammi), e difficilmente lo si può usare con una sola mano. Tuttavia, nonostante le dimensioni, i vari pulsanti sono perfettamente raggiungibili. Il sensore biometrico funziona senza esitazioni e con rapidità, così come il riconoscimento del volto, affidato alla fotocamera anteriore.

Purtroppo, come detto, al fine di contenere i costi, lo smartphone è dotato di un display sì ampio, ma con pannello LCD-IPS anziché OLED, per di più con risoluzione HD+ (1600 x 900 pixel). I difetti di una tale risoluzione su un display così grande si vedono. L’esperienza visiva è discreta così come gli angoli di visuale. I neri sono poco profondi e i colori risultano sempre un po’ spenti. Limitata anche la visibilità all’aperto, specie in giornate molto soleggiate, ma in generale non si avranno grandi problemi di leggibilità.

Fotocamera

Passiamo ora al comparto fotografico di Realme 5 che è composto da ben quattro fotocamere. Il sensore principale da 12 Megapixel (f/1.8) è accoppiato a un secondo ultra-grandangolare da 8 Megapixel (f/2.2) e due sensori da 2 Megapixel (f/2.4) rispettivamente utilizzati per raccogliere le informazioni sulla profondità di campo e per gli scatti in modalità macro.

Come sempre accade con le soluzioni più economiche, di giorno gli scatti sono di buon livello, con una buona quantità di dettagli e un’ampia gamma dinamica. I colori risultano vivaci senza discostarsi troppo da quelli naturali anche se – in alcuni casi – tendono a impastarsi un po’ in presenza di fasci di colore assai simili, come ad esempio nel caso delle chiome degli alberi. Di notte invece il livello qualitativo inevitabilmente cala, diminuiscono i dettagli e aumenta il rumore. La modalità notte tenta di migliorare il risultato catturando più luce e aumentando il contrasto, ma i colori virano verso il giallo/arancione.

I selfie scattati dalla fotocamera frontale da 13 Megapixel (f/2.0) sono anch’essi soddisfacenti in ottime condizioni di luce anche se la fotocamera ha la tendenza a sovraesporre il soggetto e offre una gamma dinamica più ridotta rispetto al comparto posteriore. In notturna tuttavia subentra inevitabilmente del rumore digitale. Insomma, nel complesso il comparto fotografico non è certamente esente da difetti, ma lo si può considerare soddisfacente relativamente alla fascia di prezzo a cui appartiene lo smartphone.

Prestazioni e autonomia

La dotazione del Realme 5 prevede un processore Qualcomm Snapdragon 665, abbinato a 4 Gigabyte di RAM e a 128 Gigabyte di memoria interna, espandibile tramite micro-SD, mentre la componente grafica è affidata alla GPU Adreno 610. Si tratta di una buona configurazione di fascia media, in grado di assicurare prestazioni complessivamente buone, ma forse più sottotono di quanto ci si potesse attendere. In alcune circostanze, infatti, la navigazione è risultata un po’ instabile e lo smartphone ha avuto qualche esitazione nello svolgere le attività richieste.

Perfetta invece la dissipazione del calore ma solo discreta la connettività. I punti a favore sono rappresentati sicuramente dalla presenza del jack audio da 3,5 mm e dalla possibilità di utilizzare contemporaneamente la doppia SIM e la micro-SD grazie alla presenza di uno slot a tre. Le note dolenti, invece, riguardano l’assenza del chip NFC e della porta Type-C. Quest’ultima in particolare rappresenta ormai una scelta davvero anacronistica anche per smartphone di questa fascia di prezzo, tanto più ora che l’Europa ha intenzione di riprendersi a battere per l’adozione di uno standard unico per le porte di ricarica.

La gestione dello smartphone è infine affidata ad Android 9 Pie con interfaccia grafica proprietaria ColorOS 6. Si tratta di una soluzione valida, ma che va ancora affinata nei dettagli, come ad esempio le traduzioni o l’ergonomia dei menu, in alcuni casi ancora poco intuitivi. Niente paura, si tratta di una fase attraverso cui sono passati anche huawei e Xiaomi, ma di cui oggi non si ricorda più nessuno.

Il vero punto di forza del Realme 5 è comunque l’autonomia. Grazie infatti alla batteria da ben 5000 mAh, lo smartphone riesce a coprire agevolmente anche due giornate lavorative con un utilizzo medio-alto. La percentuale della batteria, infatti, nei nostri test segnava 23% dopo oltre 37 ore dall’ultima ricarica e con tempi del display attivo che hanno raggiunto le 7 ore e mezza. Risultati eccezionali, merito di diversi fattori, tra cui capacità della batteria ma anche tipologia e risoluzione dello schermo e processore adottato. Purtroppo la batteria manca di supporto per la ricarica rapida, tuttavia, grazie alal sua autonomia è una pecca non troppo grave.