Musica

Modà, il ritorno con l’album ‘Testa o Croce’. Kekko: “Ecco perché tre grandi radio non ci passano. Canzoni scritte da altri? Non le canto, questione di credibilità”

La band torna, dopo quattro anni di silenzio, con l'album “Testa o croce” che rappresenta un nuovo inizio artistico, dal momento che hanno chiuso con la vecchia etichetta discografica Ultrasuoni, che faceva capo a RTL 102.5, RDS e Radio Italia (“oggi non ci passano”). Il cantautore spiega il perché ha deciso di rivoluzionare (un bel po') la sua vita

Testa o croce” è un po’ sfidare il destino, rappresenta una scommessa e anche il rischio. E’ quello che ha fatto Kekko Silvestre con i suoi Modà e l’album omonimo che esce il 4 ottobre e nasce sotto una nuova luce. Infatti con “Passione Maledetta”, uscito quattro anni fa, si è chiusa l’esperienza unica e irripetibile con l’etichetta Ultrasuoni che vedeva riunite tre grandi radio: RTL 102.5, RDS e Radio Italia. Indubbiamente la forza delle tre radio insieme e il talento di Kekko hanno lanciato i Modà nel firmamento della musica italiana coronata anche con i concerti allo Stadio San Siro. Poi nella vita le cose cambiano, gli amori finiscono e si cerca di ricominciare con le ferite che piano piano cercano di rimarginarsi.

I Modà hanno quindi chiuso il capitolo con Ultrasuoni e il distributore indipendente Artist First per affidarsi a Friends and Partners (che cura anche il live della band) e Believe per la distribuzione, mentre la nuova radio partner è Radio 105. “Il voler cambiare tutto non è stata una scelta – spiega Kekko a FqMagazine – nel senso che è avvenuto in maniera naturale. Il contratto con l’etichetta era scaduto. La necessità di cambiare è dovuto anche allo stile di vita: sono passati otto anni dal boom di ‘Viva i romantici’ e le cose sono cambiate. Io faccio da sempre il cantautore non per professione, ma per passione quindi abbiamo voluto staccare per un po’ e riprenderci in mano le nostre vita. Tutte le canzoni sono scritte da me e, non avendo autori che scrivono per me, era necessario fare un certo tipo di vita: cenare alle 19:30, stare con mia figlia, commentare la partita con gli amici, andare anche a fare la spesa…”.

Le tre radio con cui avevamo il nostro contratto discografico, oggi non ci passano. – entra nel dettaglio l’artista – Negli ultimi tempi, prima della chiusura del contratto, due di quelle radio (Rds e Radio Italia, ndr) non ci passavano per motivi interni, societari, non andavano d’accordo. Io non ho problemi con nessuno, ho anche incontrato la famiglia Montefusco (editori di Rds, ndr) e ho chiesto scusa a loro, così come a Mario Volanti (editore di Radio Italia, ndr), per alcune parole forti che dissi, durante una conferenza stampa qualche anno fa. Dissi quelle parole per frustrazione: le cose andavano bene e non capivo perché non passavano più i miei pezzi. Oggi credo che se non passano i brani dei Modà non credo sia per orgoglio, credo sia più per scelte editoriali che personali. Io comunque li ringrazierò sempre perché quello che hanno fatto nella mia carriera è stato grandioso e non posso che dire a loro grazie, magari un giorno ci si vedrà in un bar e ci tenderemo la mano”.

Interviene il chitarrista Diego Arrigoni a dare il quadro completo della situazione: “Abbiamo attraversato un momento delicato perché vedevamo Kekko non sereno e per noi avere un leader che sia carico è importante. Quindi questa pausa era fondamentale affinché arrivasse un disco sereno e che raccontasse tanto di noi, senza rinnegare il nostro passato”. Il risultato è racchiuso nelle dodici canzoni inedite con una ghost track in cui canta la figlia Gioia. “Tutti brani – dice il cantante – che parlano di quotidianità, vita normale, amo parlare con le persone e farmi raccontare le storie”. Sarà anche per questo che anche questa volta Kekko non ha voluto collaborare con altri autori e aprirsi a nuove strade artistiche, nell’ottica della sperimentazione. “E’ stata una scelta mia non avere pezzi scritti da altri, – racconta il leader della band – perché non riesco a raccontare storie di altri ma le mie. E’ una questione di credibilità. Sin dagli inizi, quando suonavamo nei locali non abbiamo mai cantato canzoni di altri, non abbiamo mai fatto cover proprio perché era importante che le persone apprezzassero i nostri pezzi e le storie che raccontavamo. Brani che parlano della sofferenza e dei sentimenti d’amore. Sono tutte emozioni che ho provato sulla mia pelle e che sento l’urgenza, da sempre, di raccontare in prima persona”.

In “Una vita non mi basta” Kekko si scaglia contro i cellulari. “E’ un monito anche a mia figlia e alle generazioni future. – spiega il frontman – Vedo ai ristoranti tanti piccoli con in mano il cellulare, mentre se ne stanno in disparte e anche i genitori non parlano perché hanno davanti il cellulare. Gli smartphone stanno rovinando i rapporti e stanno isolando le persone. Io ormai uso un vecchio cellulare che non ha whatsapp, i social e altre diavolerie, mando solo sms e la mia vita è migliorata tantissimo”. Dopo quattro anni sono cambiate molte cose, l’ingresso prepotente della trap e l’esplosione dell’indie, Kekko però mette le mani avanti: “Di prassi non guardo la tv, non ascolto la radio mi isolo però quando ci siamo fermati in questi mesi ho guardato oltre e ascoltato un po’ di cose. Non penso nulla dell’ondata della trap e comunque sia la musica è cambiata, si evolve ma resta sempre nel cuore delle persone. Questo forse non è il momento del pop, ma c’è il pop suonato e anche bene ed è quello che rimarrà nel tempo. Ne sono certo”.

Il tour nei palazzetti di tutta Italia vedrà la band esibirsi a dicembre e a marzo (già raddoppiate le date di Milano e Roma), in mezzo c’è febbraio il mese del Festival di Sanremo, ma Kekko e soci non ne vogliono sentire parlare: “No non ci andiamo, meglio dare spazio alle nuove leve”. Parlano con più piacere dei concerti: “Sarà ricco di video per ogni canzone con i due protagonisti dei nostri videoclip ufficiali. No, non li ho girati io anche se mi sono cimentato come sceneggiatore e ho scritto libro ‘Cash. Storia di un campione‘ che è stato un best seller. Ho tentato di fare il regista, ma sappiamo tutti che non è andata in porto, lascio che la regia la faccia chi la sa fare”. Appuntamento il 5 ottobre al Mondadori Megastore di Piazza Duomo (dalle ore 15) con un evento speciale che metterà insieme firmacopie e musica. E’ la prima volta, dopo due anni, che la band incontra i fan.